Per recettori in ambito postura intendiamo quei distretti corporei la cui variazione può avere effetti considerevoli sull’intera struttura.
Questi sono classicamente:
- Piedi
- Occhi
- Orecchie
- Bocca
- Rapporti occlusali di 1ª classe molare e canina;
- Rapporti di Overjet (distanza orizzontale tra gli incisivi superiori e inferiori) e Overbite (posizione verticale dei denti in relazione tra loro);
- Frenuli labiali in asse con le linee interincisive superiore e inferiore;
- Movimenti di apertura e chiusura (verificando deviazioni e ampiezza).
La visita posturale, condotta con l’ausilio strumentale di una pedana baropodometrica, può articolarsi in diverse fasi.
Una di queste è la stabilometria (o posturografica). Quest’ultima rappresenta il momento in cui vengono integrate le informazioni dettate da occhi, bocca e orecchio sulla capacità del paziente di mantenere una “buona” o “cattiva” postura durante la stazione eretta. Un concetto familiare che può esserci d’aiuto è quello di equilibrio. In questo frangente indica la padronanza della verticalità in ortostatismo e la stabilità posturale risulta essere la capacità di controllare il centro della massa corporea (il baricentro) in rapporto alla gravità e di stabilizzare segmenti corporei durante il movimento volontario.

Si presuppone una fase di osservazione del paziente che, nello scenario descritto, porterà lo specialista a concentrarsi sul recettore buccale. Il test posturografico può diventare, quindi, più specifico coinvolgendo degli svincoli occlusali o chiedendo semplicemente l’attivazione dell’ATM in momenti opportuni durante la prova in pedana. I sensori dello strumento utilizzati per l’acquisizione in statica delle pressioni del piede e per tracciare lo schema del passo durante la deambulazione serviranno, in questo caso, a disegnare un gomitolo delle oscillazioni indotte dalla variazione dei contatti nel morso o dalle differenze tra bocca aperta e bocca chiusa.
Le indicazioni che avremo dall’esame saranno sicuramente parziali e meritevoli di approfondimento ma comunque utili per individuare delle condizioni da sottoporre ad un odontoiatra, il quale condurrà la propria visita allo scopo di intervenire secondo le competenze specifiche richieste.
In conclusione questo particolare aspetto della visita posturale gioca un ruolo fondamentale circa lo studio di problematiche di carattere odontoiatrico che possano avere una risonanza sul sistema muscolo-scheletrico. Da sottolineare, in particolare, nella sua specifica applicazione in ambito pediatrico, l’importanza di un intervento tempestivo per l’individuazione precoce di eventuali condizioni da affrontare in età evolutiva.
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