I disturbi del sonno sono un problema comune che può interessare persone di tutte le età. Si stima che circa il 30% degli adulti nel mondo soffra di patologie correlate a disturbi del sonno che possono essere causate da vari fattori: fisici, psicologici e ambientali.
- L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato da difficoltà di addormentamento, di mantenimento del sonno o da risvegli notturni; diventa patologia quando si presenta almeno tre volte a settimana e dura da tre mesi;
- La sonnolenza diurna eccessiva è la tendenza ad addormentarsi durante le ore di veglia.
Vi sono, infine, le parasonnie, cioè eventi anomali correlati al sonno quali terrori notturni, sonnambulismo, etc.
Il sonno si distingue in: sonno NREM (non-rapid eye movement) e sonno REM.
- Sonno NREM: non associato a ‘’movimenti rapidi oculari’’, occupa circa il 75-80 % del sonno totale degli adulti; può essere suddiviso in tre stadi caratterizzati da un progressivo aumento della profondità del sonno (daN1 a N3). Lo stadio N3 è detto sonno profondo; in questa fase c’è la più alta soglia di risveglio e viene percepito dalle persone come ristoratore;
- Sonno REM: associato ‘’a movimenti oculari rapidi’’, normalmente segue le fasi del “NREM”, occupa il 25% del sonno totale ed è caratterizzato da una marcata riduzione del tono muscolare e dalla presenza dei sogni.
Cause dell’insonnia
- Disturbo idiopatico del sonno:
- insonnia da adattamento derivante da situazioni stressanti che disturbano il sonno (ospedale, separazione, etc.);
- insonnia psicofisiologica: ansia preventiva al pensiero di un’altra notte insonne, che persiste oltre la risoluzione della causa che ha provocato l’insonnia;
- consumo di caffeina o di altre sostanze stimolanti vicino al sonno notturno o anche nel pomeriggio per i più sensibili;
- esercizio fisico intenso serale;
- eccitazione nelle ore serali (es: trasmissione televisiva, libro emozionante, etc.);
L’eccessiva sonnolenza diurna può essere causata da:
- Sindrome del sonno mancante, cioè quando, anche se ci sono tutte le condizioni per farlo, non si dorme abbastanza la notte per impegni sociali, lavorativi o altro;
- Apnea ostruttiva del sonno: episodi, durante il sonno, di parziale o completa ostruzione delle vie aree superiori, con blocco del respiro per più di 10’, spesso associato al fenomeno del russamento e a risvegli improvvisi con fame d’aria, e si manifestano con un sonno non riposante;
- Varie patologie mediche, neurologiche (es. narcolessia, disturbo da movimento periodico degli arti) e psichiatriche;
- Disturbi del ritmo circadiano: incoerenza tra i ritmi sonno/veglia e i cicli luce/buio esterni (jet lag, turni).
Diagnosi
- Esame fisico, per escludere la presenza di condizioni mediche che possono causare disturbi del sonno, come l'apnea notturna, il reflusso gastroesofageo o il dolore cronico;
- Esami del sangue, per verificare la presenza di eventuali problemi medici o di abuso di sostanze;
- Polisonnografia: un esame che registra l'attività cerebrale, cardiaca, respiratoria e muscolare durante il sonno. La polisonnografia può essere utilizzata per diagnosticare l'apnea notturna e altri disturbi del sonno;
- Test delle latenze multiple del sonno: valuta la rapidità dell’addormentamento in 4-5 sonnellini diurni in 2 h di distanza l’uno dall’altro e viene utilizzato per la diagnosi di narcolessia;
- Test del mantenimento dello stato di veglia: i pazienti devono rimanere svegli in una stanza silenziosa in 4 successivi tentativi a 2 ore di distanza l’uno dall’altro.
Trattamento
- Terapie farmacologiche
- Interventi sul comportamento.
Discorso a parte merita la melatonina, che non è un ipnotico ma un ormone secreto dalla ghiandola pineale. L’oscurità ne stimola la secrezione e la luce la inibisce. Assunta per via orale può essere efficace nell’insonnia ritardata (ritardo nell’addormentamento). Deve essere assunta nelle prime ore serali, tipicamente da tre a cinque ore prima di coricarsi e con una dose bassa (da 0,5 a 1 mg).