05-08-2026

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Salute

Vitamina D: perché è fondamentale per la salute e quando è necessario integrarla

Jessica Petrangeli


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La Vitamina D è un nutriente essenziale per il corretto funzionamento dell'organismo. Sebbene venga comunemente chiamata "vitamina", si comporta come un vero e proprio ormone, coinvolto in numerosi processi biologici, dalla salute delle ossa al corretto funzionamento del sistema immunitario.

Con l'arrivo dell'estate è frequente chiedersi se l'esposizione al sole sia sufficiente a garantire livelli adeguati di vitamina D o se sia possibile sospendere gli integratori prescritti durante i mesi invernali. La risposta, però, non è uguale per tutti e dipende da molteplici fattori individuali. 

Cos'è la vitamina D e a cosa serve

Il Dott. Giulio Fioroni, Endocrinologo del Gruppo USI, spiega che la vitamina D è una vitamina liposolubile che viene immagazzinata nel tessuto adiposo e utilizzata dall'organismo quando necessario. La sua funzione più nota è quella di favorire l'assorbimento intestinale di calcio e fosforo, contribuendo al mantenimento della salute di ossa e denti.

Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato il suo coinvolgimento anche in altri processi fisiologici, tra cui:

  • mantenimento della massa muscolare; 
  • normale funzione del sistema immunitario;
  • salute dell'apparato scheletrico; 
  • regolazione del metabolismo del calcio; 
  • supporto della funzione endocrina. 

Per questo motivo mantenere livelli adeguati di vitamina D rappresenta un elemento importante della prevenzione e della salute generale.


Come viene prodotta la vitamina D

La principale fonte di vitamina D non è l'alimentazione ma la pelle.

Circa l'80% della vitamina D viene sintetizzato grazie all'esposizione ai raggi ultravioletti B (UVB) del sole, mentre solo il 20% circa deriva dagli alimenti. 

Tra gli alimenti che ne contengono quantità significative troviamo:

  • pesci grassi come salmone, sgombro e sardine; 
  • olio di fegato di merluzzo; 
  • tuorlo d'uovo; 
  • fegato; 
  • alcuni alimenti fortificati. 

Tuttavia, la quantità introdotta con la dieta è generalmente insufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano.


L'estate basta per assumere sufficiente Vitamina D?

Molte persone pensano che durante l'estate sia possibile interrompere automaticamente l'integrazione di vitamina D grazie all'esposizione solare. In realtà non è sempre così. Per produrre una quantità adeguata di vitamina D è generalmente necessario esporsi al sole per circa 15-20 minuti, 3-4 volte alla settimana, coinvolgendo superfici corporee sufficientemente ampie. 

Esistono però diversi fattori che possono limitare questa produzione:

  • utilizzo costante di creme solari ad alta protezione; 
  • permanenza prevalentemente in ambienti chiusi; 
  • età avanzata; 
  • fototipo cutaneo più scuro; 
  • obesità; 
  • alcune patologie croniche; 
  • malassorbimento intestinale. 

Per questo motivo l'estate non garantisce automaticamente il raggiungimento di livelli ottimali.

Quali sono i valori normali della vitamina D?

L'unico modo per conoscere il proprio stato vitaminico è il dosaggio ematico della 25-OH vitamina D, l'esame di riferimento per valutare le riserve dell'organismo.

Generalmente vengono considerati desiderabili valori superiori a 30 ng/mL, sebbene l'interpretazione debba sempre essere effettuata dal medico sulla base della storia clinica e delle condizioni individuali.  L'autovalutazione o l'assunzione indiscriminata di integratori non sono raccomandate.

Quando è consigliata l'integrazione

Quando i livelli risultano insufficienti o sono presenti condizioni che aumentano il rischio di carenza, il medico può prescrivere una supplementazione personalizzata.

Le formulazioni disponibili sono diverse e comprendono:

  • gocce orali; 
  • capsule;
  • compresse; 
  • fiale a diverso dosaggio. 

La scelta della terapia dipende dall'età, dai valori ematici, dalla presenza di eventuali patologie e dagli obiettivi terapeutici. Non esiste quindi una dose valida per tutti: l'integrazione deve essere definita caso per caso da uno specialista.

Perché è importante il controllo dell'endocrinologo

L'endocrinologo rappresenta il professionista di riferimento nella valutazione del metabolismo osseo e delle alterazioni della vitamina D. Dopo aver valutato gli esami ematochimici, le eventuali patologie associate e lo stile di vita del paziente, lo specialista può stabilire:

  • se sia realmente presente una carenza; 
  • quale dosaggio utilizzare; 
  • per quanto tempo proseguire la terapia; 
  • quando ripetere i controlli. 

Seguire una terapia personalizzata consente di correggere eventuali deficit evitando sia trattamenti insufficienti sia integrazioni eccessive.


Conclusioni

La vitamina D svolge un ruolo fondamentale per la salute dell'organismo e, nonostante l'esposizione al sole rappresenti la principale fonte di produzione, spesso non è sufficiente a garantire livelli ottimali.

Prima di sospendere o modificare una terapia è consigliabile eseguire il dosaggio ematico e confrontarsi con il proprio endocrinologo, che potrà indicare il percorso più appropriato in base alle caratteristiche individuali. 


Jessica Petrangeli
Giornalista