06-07-2026

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Salute

Sinergia addomino-pelvica: perché addome e pavimento pelvico vanno valutati insieme

Dott.ssa Maria Giulia Lolli – Prof. Gabriele Manetti


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Quando si parla di addome e pavimento pelvico, spesso si tende a considerare questi due distretti come parti separate del corpo. In realtà, nella vita quotidiana lavorano continuamente insieme. Respirare, camminare, tossire, sollevare un peso, fare sport o semplicemente mantenere una postura corretta sono attività che richiedono una buona coordinazione tra diaframma, muscoli addominali, colonna vertebrale e pavimento pelvico.

Questo sistema ha un compito fondamentale: sostenere gli organi interni, dare stabilità al tronco e distribuire in modo corretto le pressioni che si creano all’interno dell’addome durante i movimenti e gli sforzi. Quando tutto funziona bene, spesso non ce ne accorgiamo. Quando invece questo equilibrio si altera, possono comparire sintomi anche molto diversi tra loro, come gonfiore addominale, senso di debolezza o instabilità, dolore lombare, difficoltà durante gli sforzi, incontinenza urinaria da sforzo, senso di peso pelvico o prolasso.

Questi disturbi possono sembrare indipendenti, ma in alcuni pazienti hanno un’origine comune: una perdita di equilibrio del sistema addomino-pelvico. Per questo motivo è importante non valutare solo il singolo sintomo, ma osservare il funzionamento complessivo dell’addome e del pavimento pelvico.

Che cos’è la parete addominale?

La parete addominale non ha soltanto una funzione di contenimento. È una struttura dinamica, che partecipa alla stabilità del corpo e alla gestione delle pressioni interne. Quando è indebolita, per esempio dopo una gravidanza, dopo un intervento chirurgico, in presenza di una diastasi dei muscoli retti, di un’ernia o di un laparocele, può perdere parte della sua capacità di sostenere e stabilizzare.

In queste situazioni il paziente può avvertire una sensazione di addome “che non tiene”, gonfiore, difficoltà a compiere alcuni movimenti, dolore lombare o fatica durante gli sforzi. A volte il problema visibile è piccolo, come un rigonfiamento a livello dell’ombelico, ma può essere il segnale di una debolezza più ampia della linea mediana. Altre volte il sintomo principale non è il rigonfiamento, ma la sensazione di instabilità o di ridotto controllo del corpo.

Il paviento pelvico

Quando l’addome non riesce a distribuire correttamente le pressioni, anche il pavimento pelvico può essere coinvolto. Può trovarsi a compensare un carico maggiore, soprattutto durante tosse, sollevamento di pesi, attività fisica o sforzi ripetuti. Questo può contribuire alla comparsa o al peggioramento di sintomi pelvici, come senso di peso, incontinenza da sforzo o prolasso. Allo stesso modo, un pavimento pelvico debole o poco coordinato può influenzare il modo in cui l’addome lavora. Per questo non è sempre utile ragionare in modo separato ma è più corretto parlare di un unico sistema, in cui ogni parte influenza l’altra.

Questa visione è particolarmente importante nelle donne dopo gravidanza, nei pazienti che hanno subito interventi addominali, nelle persone con laparoceli o ernie della linea mediana, nei pazienti sportivi e in chi riferisce sintomi sia addominali sia pelvici. Non significa che ogni disturbo dell’addome sia sempre collegato al pavimento pelvico, o viceversa. Significa però che, quando i sintomi lo suggeriscono, una valutazione integrata può aiutare a comprendere meglio il problema e a scegliere il percorso più adatto.

Perché affidarsi a uno specialista

Il primo passo è una visita specialistica accurata. La visita permette di valutare la parete addominale, la presenza di eventuali difetti, la stabilità della linea mediana ed il pavimento pelvico. In alcuni casi può essere utile completare il percorso diagnostico con esami mirati, come ecografia della parete addominale, TC o risonanza magnetica, soprattutto nei casi più complessi o quando è necessario programmare un eventuale intervento. L’obiettivo non è solo stabilire se operare. È capire quale sia il problema principale, quali strutture siano coinvolte, quale tecnica sia più indicata e quale recupero sarà necessario dopo il trattamento.

Quando esiste un difetto anatomico importante, la chirurgia può avere un ruolo fondamentale. Oggi molte patologie della parete addominale e del pavimento pelvico possono essere trattate con tecniche mininvasive, laparoscopiche o robotiche, in casi selezionati. Tuttavia, l’intervento non dovrebbe essere considerato un gesto isolato, ma una parte di un percorso più ampio.

La Riabilitazione addomino-pelvica

In questo percorso, la riabilitazione addomino-pelvica ha un ruolo centrale. Non significa semplicemente “fare addominali”. Al contrario, in alcuni casi gli esercizi addominali tradizionali, se eseguiti troppo presto o senza controllo, possono aumentare eccessivamente la pressione interna e sovraccaricare la parete addominale o il pavimento pelvico.

La riabilitazione lavora in modo più profondo e progressivo. Può includere educazione respiratoria, controllo del diaframma, attivazione della muscolatura profonda, recupero della postura, rinforzo del pavimento pelvico e ritorno graduale agli sforzi. Ogni percorso deve essere personalizzato, perché una donna dopo gravidanza, un paziente operato per laparocele, una persona con prolasso o uno sportivo non hanno le stesse esigenze.

Il recupero, quindi, non riguarda solo la guarigione della ferita chirurgica. Riguarda il ritorno a una funzione corretta: muoversi meglio, respirare meglio, sollevare pesi in modo più sicuro, riprendere l’attività fisica senza sovraccaricare l’addome e il pavimento pelvico. Per questo motivo è spesso utile un approccio multidisciplinare. Chirurgo e fisioterapista specializzato possono collaborare nelle diverse fasi del percorso, dalla diagnosi al recupero.  Il vantaggio di questa visione integrata è offrire al paziente una cura più completa. Non si tratta solo di correggere un difetto anatomico, ma di migliorare la funzione dell’intero sistema addomino-pelvico e ridurre il rischio che i sintomi si ripresentino o peggiorino nel tempo.

Sinergia addomino-pelvica

Parlare di sinergia addomino-pelvica significa quindi cambiare prospettiva. Non guardare solo il punto in cui compare il problema, ma capire come addome, respiro, postura e pavimento pelvico lavorano insieme. In questo modo è possibile costruire un percorso più mirato, che unisca diagnosi, eventuale trattamento chirurgico, riabilitazione e follow-up.

L’obiettivo finale non è soltanto riparare un’ernia, correggere una diastasi o trattare un prolasso, ma aiutare il paziente a recuperare stabilità, sicurezza nei movimenti e qualità di vita.


Dott.ssa Maria Giulia Lolli – Prof. Gabriele Manetti
Specialisti in Chirurgia Generale
Chirurgia mininvasiva della parete addominale e del pavimento pelvico


Jessica Petrangeli
Giornalista