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La calcolosi urinaria e l'ipertrofia prostatica

Cos'è la calcolosi urinaria?

Il calcolo urinario è una concrezione solida che si forma nelle cavità dell’apparato urinario. L’esatto meccanismo con cui si formano i calcoli non è completamente noto. In linea generale possiamo comunque dire che quando i sali disciolti nelle urine superano una determinata concentrazione precipitano, formando dei cristalli che si aggregano tra loro per costituire il calcolo. I calcoli più comuni sono formati da ossalato di calcio o da sali di acido urico.

I sintomi della calcolosi urinaria. 

I calcoli urinari possono decorrere per molto tempo del tutto asintomatici. Quando un calcolo si sposta dalla sua posizione originale può dare origine alla colica renale che è uno degli eventi più dolorosi che si conoscano. La colica renale si manifesta con un dolore acuto, violento, di tipo intermittente, localizzato ad un fianco ed irradiato posteriormente alla regione lombare, anteriormente alla regione genitale. La colica può essere accompagnata da nausea, vomito, sudorazione, senso di gonfiore addominale ed emissione di urine ematiche. La colica renale viene solitamente curata con farmaci antidolorifici.

Diagnosi.


Terapia dei un calcolo renale.


Cos'è l'ipertrofia prostatica benigna (IPB)?

La Prostata è una ghiandola genitale maschile situata al di sotto della vescica attorno all’uretra, il condotto da cui fuoriesce l’urina. La Prostata produce una secrezione (il liquido prostatico) che partecipa alla formazione del liquido seminale (sperma). Anche lo sperma viene espulso attraverso l’uretra durante l’atto sessuale. Alla nascita la prostata è grande quanto una mandorla.

Durante la pubertà il suo volume aumento sotto lo stimolo degli ormoni maschili (androgeni).
Intorno ai 50 anni, nella maggior parte degli uomini, la prostata aumenta ancora di volume stringendo il canale uretrale e provocando disturbi urinari.
Una patologia comune, presente nel 50% degli uomini con oltre 50 anni 88% degli uomini con oltre 80 anni.

I sintomi principali sono:

Diagnosi dell’ipertrofia prostatica benigna.

L’esplorazione rettale e il PSA (Antigene Specifico Prostatico) effettuato con un banale prelievo ematico permettono di valutare l’accrescimento e la funzionalità prostatica. L’I.P.B. è una patologia benigna caratterizzata da un aumento del volume della ghiandola prostatica L’I.P.B. non è un tumore, né uno stadio iniziale di tumore. 

Test per la diagnosi dell'ipertrofia prostatica.

Scala di Punteggio Internazionale della sintomatologia prostatica (I-PSS),validato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Rispondendo alle domande riportate nel questionario il medico potrà diagnosticare l’eventuale presenza di una ipertrofia prostatica per valutare, eventualmente, la gravità e prescrivere, quindi, la terapia più adatta. Per eseguire il test bisogna rispondere ad ognuna delle 7 domande scegliendo tra le possibilI risposte una di quelle indicate nella scala dei punteggi:

  1. Quante volte nell’ultimo mese ha avvertito un senso di incompleto svuotamento vescicale al termine della minzione?
  2. Nell’ultimo mese quante volte ha urinato meno di due ore dopo l’ultima minzione?
  3. Nell’ultimo mese le è mai capitato di dover urinare in più tempi?
  4. Nell’ultimo mese quante volte ha avuto difficoltà a posporre la minzione ?
  5. Nell’ultimo mese quanto spesso il getto urinario le è parso debole?
  6. Quante volte nell’ultimo mese ha dovuto sforzarsi per iniziare ad urinare?

PUNTEGGI PER CIASCUNA DOMANDA

       7. Nel corso dell’ultimo mese quante volte si è alzato di notte per andare ad urinare?

Il punteggio ottenuto dalla somma di tutte le sette domande permetterà di classificare i propri disturbi minzionali: