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Test di nutrigenomica per la dieta personalizzata

Nutrigeni: Test di "nutrigenomica" per trovare la dieta ideale per ognuno, con un semplice tampone buccale, ricco di cellule e quindi di DNA.

La nutrigenomica è una scienza che studia come il cibo sia in grado di intervenire sul DNA, per attivare quei geni che intervengono per impedire che insorgano nell'organismo alcune patologie.

È noto da tempo che l'alimentazione e alcuni nutrienti specifici possono condizionare il funzionamento dei nostri geni. Tutti sappiamo che, pur seguendo la medesima dieta, alcune persone possono presentare un eccesso di peso, alcune sviluppare malattie cardiache o allergie, altre non subire alcun effetto. Scoprire perché ciò avviene sta aprendo nuovi orizzonti nel campo della nutrizione. 

E' ora possibile arrivare, in base ad un nuovo modernissimo tipo di test, ad una nutrizione tagliata su misura per i geni di ognuno. In particolare, è ora possibile, con il NUTRIGENI, stabilire in modo individuale quali siano i cibi più sani per ognuno e quelli invece da evitare. Sarebbe possibile analizzare migliaia di variazioni (”polimorfismi genetici”) ma questi test si concentrano solo su poche dozzine di variazioni: quelle che consentono di individuare dei problemi che è possibile prevenire con misure concrete (diete e integratori, medicine e sostanze da evitare ecc.). 

 

POLIMORFISMI GENETICI ANALIZZATI

 

 

Cosa significano queste sigle? Cerchiamo di fare chiarezza: 

Gene: 5HTT (adattatore allo stres)

Il gene 5HTT (SLC6A4) è coinvolto nel trasporto della serotonina. L’effetto della variabilità genetica è stato studiato bene e vi sono fonti ben note sulle reazioni allo stress di ogni tipo. Si è dimostrato che la dieta svolge un ruolo essenziale nella risposta allo stress e che un’alimentazione appropriata può aiutare a migliorare le risposte allo stress della vita quotidiana.

Gene: LCT (lattosio)

Il Lattosio è digerito da un enzima chiamato Lattasi - in molte parti del mondo la presenza di questo enzima diminuisce in modo significativo con la crescita e dopo i primi anni la sua scarsa presenza rende difficile digerire il lattosio.

Gene: DQx (morbo celiaco)

Alcuni geni che codificano le proteine coinvolte nella risposta del sistema immunitario agli antigeni (batteri, corpo estranei, ecc.) sono anche coinvolti nel meccanismo che determina l’insorgere della celiachia. Questa è una particolare forma d’intolleranza permanente alla gliadina, una frazione proteica della farina di grano, dell’orzo e di altri cereali. Testando questi geni si può avere un’idea circa la predisposizione di un soggetto a sviluppare la malattia celiaca.

Gene: TNF (nichel)

Uno degli allergeni da contatto più comuni è il Nichel che è presente in molti gioielli. Una esposizione prolungata ad esso può causare irritazioni della pelle più o meno serie e causare quindi lesioni anche dolorose.

Gene: ACE (sale)

Il gene ACE codifica per l’enzima omonimo, che gioca un ruolo chiave nel mantenimento dell’omeostasi cardiovascolare poiché regola sia la vasocostrizione e sia la vasodilatazione.

Gene: ADH1C (alcool)

L’Alcool-deidrogenasi 1C metabolizza l’alcool formando acetaldeide (composto tossico responsabile di alcuni effetti negativi dell’eccessivo consumo di alcool, metabolizzato da un altro enzima chiamato aldeide-deidrogenasi in una sostanza non tossica). 

Gene: APOC3 (utilizzo olio di oliva)

L’apolipoproteina C3 è una lipoproteina a molto bassa densità (VLDL), contenente principalmente trigliceridi. APOC3 inibisce le lipasi delle lipoproteine (LPL); si ritiene che rallenti il catabolismo dei trigliceridi (TG).

Gene: CYP1A2 (caffeina e carne grigliate)

CYP1A2 codifica per un enzima citocromo P450 che è coinvolto nella fase I (attivazione) della rimozione delle tossine, come cancerogeni dei cibi e dei fumi, e nel metabolismo della caffeina.

Gene: GSTM1 (utilizzo di crocifere)

Il gene GSMT1 codifica per l’enzima glutatione S-transferasi, una famiglia di isoenzimi detossificanti che catalizzano la coniugazione di varie molecole tossiche con il glutatione rendendole meno reattive e più facilmente eliminabili dall’organismo. Avvolte è necessario aumentare il consumo di crucifere nella dieta per compensare la mancanza di GSTM1.

Gene: IL6 (infiammazione generale)

Il gene IL-6 e il gene TNF codificano per le omonime citochine pro-infiammatorie, coinvolte nella regolazione delle risposte immunitarie. Avvolte e consigliabile l’assunzione di Omega 3 consigliata è di 2 g/giorno mediante un integratore di buona qualità.

Gene: MTHFR (metabolismo vitamine B)

Il gene dell’MTHFR codifica per un enzima che è coinvolto nel metabolismo e nell’utilizzo dell’acido folico e delle vitamine B6 e B12. L’enzima svolge un ruolo centrale per la sintesi del DNA e metilazione. L’obiettivo è quello di sostenere ed equilibrare la chimica dell’organismo, ed il modo migliore per raggiungere tale obiettivo si consiglia l’assunzione quotidiana di integratori di acido folico e vitamina B6 e B12 ai livelli di assunzione raccomandati, quindi livello di omocisteina nei valori normali.

Gene: PPARG (zuccheri e carboidrati raffinati)

Il gene PPARG codifica un fattore di trascrizione che influenza i livelli di glucosio e di insulina. Il polimorfismo Pro12Ala, dovuto alla presenza o assenza dell’allele Ala, influenza l’espressione del gene sulla quantità di proteina prodotta. E’ stato dimostrato che gli individui eterozigoti per l’allele Ala hanno effetti benefici sulla glicemia e sull’insulina. 

Gene: SOD2 (stress ossidativo)

Il gene SOD2 codifica per la superossido dismutasi manganese dipendente (MnSOD), un enzima localizzato nella matrice mitocondriale, che è la prima linea di difesa delle cellule contro i radicali liberi (ROS). La MnSOD catalizza la dismutazione del superossido in ossigeno ed acqua ossigenata e quindi rimuove i radicali liberi (ROS) all’origine. I ROS, nonostante siano stati disegnati dall’evoluzione per partecipare al mantenimento dell’omeostasi cellulare, sono molecole tossiche capaci d’indurre un danno ossidativo indiscriminato alle macromolecole biologiche, come pure principali responsabili di alcune condizioni patologiche ed invecchiamento. è consigliabile un maggiore consumo di antiossidanti tramite il cibo (specialmente frutta e verdura fresca) ed anche con integratori. Alcuni nutrienti sono una importante fonte di antiossidanti, inoltre per proteggere l’organismo dai radicali liberi, è importante che assumi una quantità ottimale di vitamina A, C ed E.

Gene: VDR (metabolismo vitamina D)

Il gene VDR codifica per il recettore della vitamina D che influenza la produzione di diverse proteine, incluse alcune coinvolte nell’utilizzo del calcio. La deficienza di vitamina D causa rachitismo, una malattia rara al giorno d’oggi, ma i livelli di vitamina D sono comunque importanti per la struttura ossea.