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Allergia alle punture di insetti

Allergia alle punture di insetti

01/07/2024

Le allergie alle punture di insetti rappresentano un problema sempre attuale e largamente diffuso in particolare nei mesi estivi. 
Quando gli insetti iniettano il loro veleno sotto la pelle umana attraverso un pungiglione, questo viene riconosciuto nel sangue dal sistema immunitario come sostanza estranea e quindi combattuta. Questa reazione immunitaria può portare alla formazione di anticorpi (immunoglobuline E) ed essere così violenta da produrre sintomi allergici.
 
Le allergie ai veleni degli insetti non sono poi così rare; tuttavia nella stragrande maggioranza delle persone si verifica solo una forte reazione locale nel luogo della puntura.
In casi più rari, la puntura scatena una reazione sistemica che interessa l'organismo in generale e può essere molto pericolosa. 
 
Dal punto di vista allergologico gli imenotteri (apidi, vespidi) sono senza dubbio i principali responsabili di reazioni avverse. 
Gli apidi sono rappresentati in Europa da un’unica specie, Apis mellifera, la comune ape del miele. Queste sono poco aggressive e tendono a pungere solo se disturbate o per difendere la colonia. Il pungiglione dell’ape è seghettato per cui dopo la puntura rimane conficcato nella cute della vittima e l’ape muore per eviscerazione quando tenta di ritrarlo.

Tra i vespidi rivestono grande importanza il genere vespula, il polistes, il calabrone.
Tutti i vespidi tendono ad avere un comportamento molto più aggressivo rispetto agli apidi e sono in grado di pungere ripetutamente in quanto il loro pungiglione è liscio e la sua retrazione non provoca la morte dell’insetto.

Anche le formiche fanno parte dell’ordine degli imenotteri ed esistono specie dotate di apparato pungitore. Le principali specie, però, si trovano nel sud degli Stati Uniti e nel sud-est dell’Australia, mentre per adesso, in Europa, non esistono formiche pungitrici.

Tra gli altri insetti di interesse allergologico possiamo annoverare la zanzara ed il tafano; tuttavia la puntura di tali insetti è in grado di provocare generalmente solo reazioni locali (sono riportati nel mondo solo pochi casi di anafilassi). 
 

Sintomatologia 

Le reazioni alla puntura di imenotteri si possono dividere in sottogruppi, di differente gravità dal punto di vista clinico.
 
  • Reazioni locali. Il veleno degli imenotteri contiene sia enzimi proteolitici sia amine vasoattive che provocano una reazione pomfo-eritematosa locale, dolorosa, che regredisce spontaneamente in 1-2 ore. Si tratta di reazioni del tutto normali se localizzate nella sede della puntura e se limitate nell'estensione, nella gravità e nella durata.
  • Reazioni locali estese. Questo tipo di reazioni riconosce frequentemente un meccanismo IgE-mediato. L’edema nella sede della puntura deve avere un diametro superiore a 10 cm. e la sua durata supera in genere le 24 ore. Possono essere invalidanti qualora l’edema sia molto esteso (ad esempio quando coinvolge un intero arto). A volte si presentano anche febbre (lieve rialzo della temperatura corporea), spossatezza e nausea.
  • Reazioni sistemiche. Questo tipo di reazioni si manifestano tipicamente entro pochi minuti dalla puntura (generalmente entro 30) e possono coinvolgere più organi ed apparati. La gravità di queste reazioni va dall’orticaria diffusa fino allo shock anafilattico. Lo shock anafilattico rappresenta la reazione più grave al veleno di insetto e può essere fatale; purtroppo ogni anno, in Italia, muoiono da 5 a 20 persone.
 
Diagnosi

Una corretta diagnosi, in sede di visita allergologica, si basa innanzitutto su un’accurata anamnesi ed esame obiettivo. Sono inoltre disponibili, e generalmente effettuati in ambito ospedaliero, test cutanei (prick test ed intradermoreazioni) per i principali veleni degli imenotteri (ape, vespa, calabrone e polistes). 
Completano la diagnostica alcuni esami di laboratorio come il dosaggio delle IgE (RAST), che è disponibile per i principali imenotteri e per alcuni insetti come zanzara e tafano; tale esame riesce a dimostrare in vitro la presenza di anticorpi specifici in soggetti allergici. 
 
 
Prevenzione 

Per prevenire le punture di insetti, specialmente nei mesi estivi, possono essere utili le seguenti misure:
  • evitare di camminare scalzi, di indossare abiti dai colori vivaci e di utilizzare profumi;
  • installare zanzariere alle finestre;
  • evitare zone boscose o ricche di erbe;
  • coprire le bevande lasciate all’aperto e i bidoni della spazzatura;
  • evitare contenitori di acqua stagnante vicino a casa;
  • utilizzare repellenti per gli insetti.
 
Trattamento

In caso di puntura di insetto è sempre importante rimuovere immediatamente il pungiglione, se è visibile, con un movimento secco e rapido. Dopo la puntura è consigliabile applicare nella zona colpita qualcosa di freddo ed è anche possibile somministrare un antistaminico per bocca e applicare, in un secondo momento, localmente una pomata cortisonica. 
In caso di sospetta reazione allergica è fondamentale rivolgersi prima possibile al medico o al Pronto soccorso; la terapia farmacologica deve essere adeguata alla gravità della reazione ed al distretto corporeo interessato. 
Le reazioni sistemiche esclusivamente cutanee possono essere trattate in pronto soccorso con antistaminici e cortisonici (per via orale o parenterale). In caso di un coinvolgimento sistemico più grave va, invece, utilizzata l’adrenalina per via intramuscolare. 
 
I soggetti in cui viene dimostrata un’allergia al veleno di imenotteri e che hanno presentato gravi reazioni locali estese o sistemiche devono essere addestrati all’uso dell’adrenalina autoiniettabile e portare con sé un kit di pronto soccorso costituito da adrenalina autoiniettabile, cortisonici ed antistaminici per via orale e parenterale.
 
L’immunoterapia (o trattamento desensibilizzante), condotta esclusivamente in un centro allergologico ospedaliero altamente specializzato e sotto stretta osservazione medica, rappresenta  invece una sorta di 'vaccinazione' ed è una terapia salvavita per tutti i pazienti ad alto rischio di shock anafilattico. Consiste nell'iniezione sottocutanea di dosi crescenti del veleno dell’insetto a cui si è allergici, partendo da dosaggi molto bassi. In questo modo l’organismo si abitua progressivamente al veleno fino a raggiungere una soglia di tolleranza che serve a scongiurare reazioni gravi in caso di nuova puntura accidentale.  



Dott. Michele Centrone
Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica
U.S.I. Furio Camillo - Via Cerreto di Spoleto, 9/21
U.S.I. Serpentara - Via G. Pacchiarotti, 95

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