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La nuova frontiera dell’Endoscopia Digestiva: l’Intelligenza Artificiale

La nuova frontiera dell’Endoscopia Digestiva: l’Intelligenza Artificiale
La colonscopia rappresenta il gold standard per la diagnosi e la terapia delle principali patologie del tratto digestivo inferiore. In particolare per la patologia neoplastica essa è in grado, anche grazie al perfezionamento tecnologico raggiunto negli ultimi anni, di garantire i migliori risultati clinici. 
 
L’Adenoma Detection Rate, ovvero la percentuale delle lesioni polipoidi riscontrate dal singolo operatore rispetto al numero totale di procedure eseguite, rappresenta il principale indicatore di qualità dell’esame endoscopico. 
 
Si stima infatti che l’ADR dovrebbe raggiungere una media del 20% nella popolazione soggetta alle colonscopie di screening, ovvero nei soggetti asintomatici che si sottopongono all’esame endoscopico. In particolare studi internazionali hanno confermato come per ogni aumento dell’1% dell’ADR corrisponda una diminuzione del 3% del rischio di cancro colorettale. L’esame endoscopico, tuttavia, è una procedura operatore-dipendente e quindi quasi il 30% delle lesioni polipoidi di piccolo diametro può sfuggire durante gli esami endoscopici, principalmente per una non adeguata preparazione intestinale, oppure per la particolare posizione della lesione, spesso nascosta dietro una plica, o semplicemente per un errore umano. 
 
L’Intelligenza Artificiale si pone come obiettivo quello di supportare il lavoro del medico. Negli ultimi anni essa ha conosciuto un’espansione crescente in varie discipline in particolare nell’ambito della radiologia e della cardiologia, solo per citare le più importanti. 
Recentemente è stata proposta anche in Endoscopia Digestiva sia del tratto digestivo superiore, sia di quello inferiore, proprio con l’intento di ridurre al minimo la percentuale di errore diagnostico durante le procedure.
 
Sofisticati sistemi informatici che sfruttano equazioni matematiche e piattaforme digitali sono in grado di creare reti neurali all’interno di un software che comprendono sia immagini, sia video relativi a quadri endoscopici negativi o sede di patologia neoplastica.
 
Una vera e propria enorme banca dati capace attraverso il cosiddetto “deep learning” della macchina di suggerire al medico durante l’esame non solo la sede della lesione, ma anche di segnalargli, dopo l’attivazione della cromoendoscopia elettronica, anche la possibile istologia della lesione stessa (infiammatoria versus neoplastica) facilitando così in modo significativo il lavoro del medico.
 
L’U.S.I., sempre all’avanguardia nel campo della diagnosi precoce della patologia neoplastica digestiva, ha subito sposato l’Intelligenza Artificiale acquisendola presso due dei suoi centri:
  • USI Doc - Prati, Via V. Orsini n. 27/a
  • USI Piazza Vittorio - Via Machiavelli n. 22)
 
All’inizio il suo utilizzo ci ha lasciato piuttosto perplessi e ci ha ricordato la guida senza pilota, ultimo ritrovato tecnologico, con il quale tuttavia ancora non siamo molto avvezzi, oppure l’antica favola del Re Nudo, ovvero l’abdicazione da parte dell’endoscopista della sua capacità diagnostica, ormai ceduta esclusivamente alle capacità del sistema artificiale.
 
Il suo utilizzo routinario, invece, ci ha convinto ancor di più dell’apporto clinico del computer, sia nell’identificazione di lesioni cosiddette difficili, ovvero nascoste dietro le pliche, sia nel costante dialogo medico-computer capace di mantenere sia la soglia di attenzione elevatissima durante l’esame, sia nel confronto continuo sulla caratterizzazione della lesione stessa e quindi sulla successiva decisione terapeutica (Figg. 1,2).
 
Siamo quindi convinti che il principale indicatore di qualità dell’esame endoscopico, ovvero l’Adenoma Detection Rate, sia destinato sicuramente ad incrementarsi e che questa tecnica possa decisamente contribuire al miglioramento delle nostre conoscenze sui tumori colorettali.
 
Diversi protocolli di studio sono quindi stati avviati presso i centri USI, di cui vi daremo presto riscontro.
 
 
A. Trecca, P. Picchi, E. Gentile Warschauer, R. Borghini*
Endoscopia Digestiva, Gruppo USI - Roma
*Dipartimento di Epato-Gastroenterologia Sperimentale e Clinica, Università di Roma “La Sapienza”


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