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I dolori addominali ricorrenti nei bambini

I dolori addominali ricorrenti nei bambini

02/02/2024

Spesso i bambini, in particolare se di età maggiore dei 5-6 anni, lamentano dolori alla pancia, che vanno e vengono, riferiti spesso nella zona dell’ombelico. In genere si tratta di dolori di breve durata, a tipo colica, raramente notturni e che non influiscono sulle normali attività.

Tali disturbi sono fonte di ansia e preoccupazione per una eventuale causa “grave”, in particolare una appendicite. Nella maggior parte dei casi si tratta di così detti disturbi funzionali intestinali; con questo termine vengono descritte le alterazioni dei movimenti intestinali, la peristalsi, quindi senza una vera e propria patologia organica a carico dell’apparato digerente. Spesso tali disturbi possono trovare origine in situazioni di ansia o stress nella scuola, in famiglia o nelle attività in cui il paziente è coinvolto. Ad esempio ansia da prestazione in prossimità di gare sportive, fenomeni di bullismo a scuola, malattie o lutti in famiglia. Anche la stipsi può generare dolori addominali di questo tipo.


Come fare a capire se si tratta di un disturbo funzionale o di una patologia organica?

Oggi non esistono degli esami per porre una diagnosi di un disturbo funzionale ma, nel corso di una visita specialistica condotta da un esperto delle patologie dell’apparato digerente dei bambini, sulla base della storia clinica e di un esame obiettivo, è possibile individuare quelli che vengono chiamati i segni ed i sintomi di allarme. In base all’esperienza del medico e di sintomi quali la presenza di:
  • vomito
  • febbre
  • emissione di feci con sangue
  • marcato dimagramento o arresto della crescita
è quindi possibile avere il sospetto di una eventuale patologia organica e porre quindi indicazione all’esecuzione di esami specifici.

Si tratterà di capire se il problema possa essere a carico dello stomaco, come una gastrite forse causata dall’ormai noto Helicobacter Pylori, microbo che può causare anche ulcere.  Anche i calcoli della colecisti è oramai noto che colpiscono pure i bambini. 
La pancreatite, prima nota solo per gli adulti, è di non insolito riscontro in età pediatrica. In caso di sintomatologia più specificatamente a carico dell’intestino e del colon, in particolare se accompagnata dalla presenza di sangue nelle feci, si potrà sospettare una patologia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che sarà pertanto esclusa con accurati esami di endoscopia digestiva (gastroscopia, colonscopia).
L’ECO dell’addome, tra gli esami non invasivi, è particolarmente utile nel diagnosticare molte delle patologie che possono essere causa di dolore alla pancia (addome).

Una volta esclusa una patologia organica sarà, quindi, possibile proporre una terapia utile ad alleviare i disturbi. Saranno di grande importanza anche i suggerimenti che il medico potrà dare in merito alla dieta ed al miglioramento dello stile di vita della famiglia e del bambino. La regolarizzazione delle evacuazioni resta sempre un elemento di grande importanza (stipsi).
A seguire alla ragionevole esclusione di una patologia organica, ed alla conseguente diminuzione della giusta ansia del bambino e dei familiari, la sintomatologia tende molto spesso ad attenuarsi e progressivamente a scomparire.
 

Il Reflusso Gastro Esofageo (RGE) e la Malattia da Reflusso Gastro Esofageo (MRGE)

Con questi termini, spesso confusi tra loro, si intendono due problemi molto frequenti.
Va chiarito che il RGE è un sintomo molto frequente che va considerato quasi come fisiologico, in particolare nei lattanti nel primo anno di vita o a seguire a pasti più abbondanti e ricchi di grassi. Il RGE non è, quindi, quasi mai fonte di problemi seri e spesso non necessita di indagini diagnostiche o di terapie mediche importanti. Si giova, invece, di consigli dietetici e posturali quali la posizione del sonno e post prandiale, dati da medici competenti.

Quando, invece, i rigurgiti sono fonte di sintomi più gravi (per la presenza di sangue nel rigurgito, l’arresto della crescita o la patologia respiratoria causata dal passaggio di liquidi e cibo dallo stomaco nella trachea e nei polmoni), si parla di MRGE. Si tratta di una patologia grave, che può essere causa di conseguenze serie se non trattata correttamente. In alcuni casi più gravi, in particolare nei bambini con grave deficit neuro-motorio, può essere necessario anche ricorrere ad interventi chirurgici.

Per dirimere il dubbio tra RGE e MRGE, nel corso della visita condotta da un medico esperto di queste patologie nei bambini, si rileva l’eventuale presenza dei segni di allarme e, se necessario, si potranno programmare esami diagnostici. Utili esami strumentali potranno essere l’endoscopia e la pH-impedenzometria per avere informazioni importanti su quantità e qualità di eventuale reflusso.
Tra le patologie congenite, la stenosi del piloro, un restringimento della valvolina che separa lo stomaco dal duodeno, oppure una eventuale malrotazione dell’intestino, giocano un ruolo importante nella genesi del RGE.
La presenza di una ernia jatale (la risalita di parte dello stomaco dall’addome nel torace) può essere causa di RGE o di MRGE e generalmente solo se di grandi dimensioni potrà richiedere un intervento chirurgico. Sarà necessario, per i bambini divezzi, anche escludere una celiachia o una intolleranza alimentare.
La terapia medica, con antiacidi e inibitori della pompa protonica (IPP), è oggi in grado di controllare la gran parte dei sintomi; deve e può essere usata per periodi adeguati, anche molto lunghi.
 

La Stipsi

Con questo termine si intende la difficoltà del bambino ad evacuare feci morbide ed in tempi regolari.
È una patologia funzionale piuttosto frequente nell’età pediatrica e si associa ad abitudini alimentari e stili di vita poco corretti, quali la sedentarietà e la dieta con poche fibre e poca acqua. 
La stipsi può essere il sintomo di patologie organiche (ad esempio il Megacolon congenito o altre malformazioni), che necessitano di una valutazione da parte di un medico esperto, che saprà consigliare l’eventuale esecuzione di esami diagnostici adeguati (clisma opaco, manometria).
La stipsi si manifesta di solito con la difficoltà ad evacuare feci dure e di dimensioni spesso piuttosto voluminose; questo provoca dolore e piccole lesioni della mucosa del canale anale, le ragadi, spesso con fuoriuscita di sangue rosso dopo l’evacuazione e generando un comprensibile atteggiamento di “ritenzione” da parte del bambino, con un evidente circolo vizioso e peggioramento del quadro stesso della stipsi.
La terapia si basa su dieta ricca di fibre (frutta, verdura, legumi, etc.) e abbondante apporto di acqua.
Nella terapia medica è molto utile l’uso dei “rammollitori fecali” che, richiamando liquidi nelle feci, ammorbidiscono il cilindro fecale e favoriscono la sua espulsione senza più dolore e/o sanguinamento.
Quando necessario, il medico esperto potrà consigliare una terapia locale a base di creme ed unguenti ad azione cicatrizzante ed anestetica che favorisca la risoluzione delle ragadi con un immediato miglioramento della sintomatologia.

 
Dott. Giovanni Federici di Abriola
Specialista in Chirurgia 
Specialista in Chirurgia Pediatrica
Senior Research Fellow
UOC di Gastroenterologia Chirurgia ed Endoscopia Digestiva
Bambino Gesù
Ospedale Pediatrico IRCCS
USI DOC Prati - Via Virginio Orsini, 18

Dott. Luigi Dall’Oglio
Specialista in Chirurgia 
Specialista in Chirurgia Pediatrica
Senior Research Fellow
UOC di Gastroenterologia Chirurgia ed Endoscopia Digestiva
Bambino Gesù
Ospedale Pediatrico IRCCS
USI DOC Prati - Via Virginio Orsini, 18
 

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