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Reflusso gastroesofageo: cause, sintomi e cure

Il reflusso gastroesofageo (RGE) è una condizione molto comune soprattutto tra i 30 e i 50 anni . Colpisce in maniera equivalente uomini e donne ed avviene quando una valvola (sfintere esofageo inferiore) presente alla estremità dell’esofago non chiude più perfettamente il passaggio di succhi digestivi (acido cloridrico, bile e di cibo) dallo stomaco nell'esofago.
Circa il 20% degli adulti lamenta almeno un episodio a settimana ed il 9% degli italiani vive con una malattia da reflusso sintomatica. A rischio sono soprattutto le persone obese (il 30-40% dei malati di reflusso è sovrappeso).



 
CAUSE
Le cause del reflusso gastroesofageo sono molteplici e multifattoriali:
  • una disfunzione meccanica della giunzione esofagogastrica
  • rilasciamenti transitori dello sfintere esofageo inferiore 
  • ridotta clearance esofagea
  • alterazione dello svuotamento gastrico

SINTOMI 
I sintomi possono essere schematicamente distinti in due grandi classi: tipici e atipici:
  • Asintomatico (fisiologico): post-cibale (post-prandiale).
  • Sintomatico (patologico):
  1. Tipico (esofagite):
    • dolore retrosternale
    • rigurgito
  2. Atipico (reflusso occulto o silente):
    • manifestazioni polmonari: asma, tosse cronica, fibrosi polmonare, fibrosi cistica, bronchite cronica, polmonite da aspirazione, displasia broncopolmonare
    • manifestazione odontostomatologiche: carie, erosioni dentali, patologie gengivali
    • miscellanea: dolore toracico non cardiaco, torcicollo, bradicardia riflessa, scleroderma, alitosi
    • manifestazioni ORL: disfonia, faringodinia persistente, secchezza delle fauci, reclage, disfagia, bolo, stenosi sottoglottica, laringospasmo, sinusite, otite, sleep apnea, morte in culla, patologia neoplastica VADS
 

DIAGNOSI

Esofago-gastro-duodenoscopia
L'esame consiste nell' esplorazione di una parte dell’intestino (esofago-stomaco e duodeno) attraverso un endoscopio flessibile con alla estremità una fonte di luce ed una videocamera che consentono di valutare lo stato delle mucose (erosioni, ulcere o altre lesioni) e prevenire eventuali complicazioni dovute al reflusso. L’esofago di Barrett è una condizione o tappa intermedia tra una malattia da reflusso cronica e la sua complicanza più temibile: il tumore esofageo .
 


Radiografia con bario
Tale metodica viene riservata in casi selezionati soprattutto in chi non può essere sottoposto ad una gastroscopia permettendo a mani esperte di valutare eventuali alterazioni della deglutizione o la presenza di ostruzioni o anomalie esofagee o gastro-duodenali.  
 
Manometria o Ph-manometria
Consentono di misurare la pressione e la qualità del refluito acido in esofago. Durante questa procedura un sottile tubo contenente alcuni tenso e chemo-cettori viene inserito attraverso il naso fino all’esofago distale e fatto risalire gradualmente fino alla sua estremità prossimale.

La Ph-Impedenziometria esofagea delle 24 ore in centri di riferimento ha sostituito la Ph-manometria permettendo di ottenere maggiori informazioni clinico-strumentali soprattutto su:
  • i tipi di reflusso (acidi, non acidi, liquidi, gassosi)
  • gli orari in cui gli episodi si concentrano
  • l’estensione lungo l’esofago
  • la capacità dell’esofago di ripulirsi dal reflusso con le abituali deglutizioni
  • la correlazione tra gli episodi di reflusso e la presenza di sintomi
 
Tutti questi dati concorrono a descrivere in modo molto preciso le caratteristiche del reflusso e la sua eventuale implicazione nella formazione dei sintomi tipici ed atipici. 
 

TERAPIE
I primi suggerimenti terapeutici convergono sempre più verso il raggiungimento della modificazione dello stile di vita e di una corretta alimentazione:
  • fare pasti piccoli e frequenti, non bere alcol nelle tre o quattro ore prima di dormire, evitare pasti abbondanti la sera
  • evitare alimenti che possano peggiorare i disturbi del reflusso (figura n. 3)
  • non indossare abiti o cinture troppo stretti
  • alzare la testata del letto di 10-15 cm inserendo uno spessore sotto le gambe del letto
  • mantenere il peso forma 
  • smettere di fumare
 
Alimenti proibiti per il reflusso gastroesofageo:
  • Agrumi
  • Burro
  • Interiora
  • Cioccolato 
  • Caffè
  • Cipolla
  • Patate
  • Gelato
  • Formaggio molli
  • Spezie
  • Alcolici
  • Pomodoro
 
Farmaci:
  • inibitori di pompa protonica (PPI) : sono quelli più utilizzati ed efficaci in grado di ridurre la secrezione acida da parte dello stomaco ed i sintomi ad esso connessi;
  • alginati : formano una pellicola che protegge lo stomaco e l’esofago dall'acidità;
  • antagonisti dei recettori H2 (H2 antagonisti) : farmaci che bloccano l'azione dell'istamina sulle cellule della parete dello stomaco, diminuendo in questo modo il rilascio di acido cloridrico (al momento fuori commercio).
La somministrazione a lungo termine dei farmaci utilizzati nella terapia della malattia da reflusso gastroesofageo, per evitare effetti collaterali anche gravi, deve essere seguita dal medico curante e/o dal medico specialista che ne decideranno dosaggio, modalità di somministrazione e durata.
 
Chirurgia
L’indicazione chirurgica viene posta in circa il 15-20% dei pazienti che afferiscono ad una visita ambulatoriale in genere dopo anni di sintomi e di terapie senza benefici. L’intervento che viene proposto ancora oggi, con tecnica mininvasiva video laparoscopica, è la fundoplicatio sec. Nissen con plastica antireflusso.
 
Nuove procedure terapeutiche
Negli ultimi anni sono state sviluppate nuove tecniche endoscopiche per la cura della malattia da reflusso gastro-esofagea (MRGE) (endosutura ed endoplicatura, termocoagulazione via radiofrequenza, iniezione di sostanze varie). 
Una procedura che sembra offrire maggiori vantaggi utilizza un agente di carica iniettiva "permanente". Essa consiste nell’utilizzo di microsfere iniettabili realizzate in polimetilmetacrilato (PMMA) grandi 125 micron (G125) e sospese uniformemente in un vettore di collagene bovino. Al paziente viene iniettato il G125 nella regione cardiale, che esercita cosi il suo effetto anti reflusso mediante un incremento della "massa" di tessuto cardiale costituito dal tessuto fibro-vascolare del paziente stesso. 

Un altro sistema in fase di studio utilizza un innovativo impianto di uno sfintere magnetico cardiale, cioè l’applicazione intorno all’esofago distale di un "anello" costituito da una serie di piccoli magneti che, interagendo tra loro, impediscono il reflusso in esofago del contenuto gastrico.

Queste procedure, anche se non ancora studiate per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, sembrano riscuotere indubbi vantaggi rispetto alle tecniche precedenti sia in termini di efficacia che di sicurezza ma al momento devono essere sempre eseguite in casi selezionati ed in Centri con riconosciuta esperienza sulla gestione della terapia della malattia da reflusso gastro-esofageo.
 

Dott. Mauro Di Camillo
Specialista in Gastroenterologia
Dottorato di ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologica 
U.S.I. Piazza Vittorio - Via Machiavelli, 22
U.S.I. Eur-Laurentina - Via V. Cerulli, 2/b
U.S.I. Lido di Ostia Villa del Lido - Viale del Lido, 3

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