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Osteoporosi: che cos’è e come si previene

Osteoporosi: che cos’è e come si previene
L’osteoporosi è una patologia che colpisce l’80% delle donne in menopausa. Una problematica che si può prevenire seguendo alcuni suggerimenti utili.
 
Che cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una patologia in cui le ossa diventano porose e deboli. 
Tale problematica è caratterizzata da una perdita di massa ossea e dalla diminuzione del contenuto minerale di calcio in essa contenuto.
Al microscopio il tessuto osseo sano presenta una particolare maglia a nido d’ape. In caso di osteoporosi, invece, lo spazio dei nidi risulta allargato, rendendo così l’osso più debole in quanto risulta maggiormente cavo.
L’osteoporosi si manifesta quando il normale e fisiologico riassorbimento osseo non viene più bilanciato da una sufficiente produzione del tessuto in questione. Le ossa divengono in tal modo fragili e maggiormente soggette a frattura, come risultato della diminuzione della densità e del cambiamento della loro microarchitettura.
In particolare il tessuto osseo è composto da una parte minerale, principalmente calcio, ma anche fosforo, magnesio, silicio e zinco, e da una matrice proteica, costituita principalmente da collagene. In presenza di osteoporosi risultano alterate sia la componente minerale che quella proteica.
L’osteoporosi è caratterizzata da un decorso lento e si manifesta con sintomi tipici come il dolore, la suscettibilità alle fratture e la diminuzione di altezza, quando la perdita di densità ossea ha già raggiunto livelli importanti, circa il 30%.
Si è, infatti, evidenziato che la perdita di densità ossea spesso inizia intorno ai 30 anni e i primi sintomi si manifestano però intorno ai 40 anni. Una moderata perdita di densità ossea è comunque normale con l’avanzare dell’età ed il fisiologico invecchiamento e non è da imputarsi alla osteoporosi.
 

Perché in menopausa le donne sono maggiormente soggette a questa patologia?

La forza delle nostre ossa si fonda sull’equilibrio di due processi: la formazione ossea e il riassorbimento. In generale, sia per l’uomo che per la donna, dopo i 45 anni quest’equilibrio si sbilancia a favore del riassorbimento, per cui le ossa diventano più sottili e fragili.

Nella donna, con il sopraggiungere della menopausa, questo sbilanciamento diventa ancora più accentuato; in questa fase della vita, con il calo degli estrogeni che agisce sull’assorbimento di calcio, la densità delle ossa e la composizione dei tessuti molli cominciano a cambiare: la prima diminuendo notevolmente, la seconda perdendo sempre più le sue proprietà elastiche.

Gli estrogeni svolgono, infatti, un ruolo centrale nella formazione e mantenimento del tessuto osseo in quanto:
  • promuovono il riassorbimento del calcio a livello renale;
  • favoriscono la conversione della vitamina D ed il conseguente assorbimento intestinale del calcio stesso;
  • incrementano la sintesi di calcitonina.
 
La loro carenza, invece, stimola una maggiore attività degli osteoclasti (cellule deputate al disassemblaggio del tessuto osseo) ed un aumentato riassorbimento.
Le donne sono più a rischio di osteoporosi.
Per le donne, oltre all’influenza negativa delle alterazioni ormonali della menopausa sulla struttura e fisiologia dell’osso, è altresì di rilevante importanza la massa ossea con cui si arriva alla menopausa perché questa funge da protezione nei confronti della perdita ossea post-menopausale.
 
Altri fattori che possono favorire l’osteoporosi sono:
  • alimentazione carente di nutrienti essenziali per la costruzione delle ossa;
  • mancanza di esercizio fisico;
  • assunzione di farmaci (corticosteroidi) distruttivi per le ossa;
  • uso di alcool, caffeina, nicotina e zucchero.
 

La prevenzione è l’arma migliore. 

Molti studi hanno evidenziato che alcuni cambiamenti dello stile di vita, come praticare una regolare attività fisica, un’alimentazione attenta ed un’integrazione nutrizionale, aiutano a prevenire l’osteoporosi e a prepararsi ad affrontare nel migliore dei modi anche altri sintomi legati alla menopausa.
In particolare, una costante attività fisica associata ad una dieta mirata permetterà di rafforzare l’apparato muscolare e sopperire, in parte, alla maggiore fragilità ossea.
Più precisamente, dal momento che la demineralizzazione ossea è alla base dello sviluppo anche precoce dell’osteoporosi, è importante contrastarla apportando nella dieta la giusta quantità di minerali, quali calcio (contenuto in grandi quantità in latte e derivati) e vitamine (A, C, D, contenute soprattutto in frutta e verdura). Una carenza di quest’ultime può, infatti, essere responsabile di alterazioni a livello osseo e cartilagineo.

Importantissima, poi, è l’esposizione alla luce solare per favorire la sintesi della vitamina D.
La vitamina D è, nello specifico, essenziale per le ossa in quanto ne regola il turnover a diversi livelli, favorendo un’adeguata mineralizzazione dello scheletro attraverso il controllo, ad esempio, dell’assorbimento e della disponibilità di calcio e fosforo.
Generalmente si attribuisce la carenza diffusa di vitamina D alla minor esposizione al sole della popolazione e, allo stesso tempo, ad un’esposizione controllata che, se da una parte vuole proteggere dai danni del sole, dall’altra incide negativamente sulla sintesi di vitamina D fisiologica.
In passato l'esposizione al sole durante i mesi estivi garantiva la vitamina D necessaria per un anno.
Il controllo costante dei livelli di vitamina D nella donna dopo i 30 anni è considerato importante per prevenire l’osteoporosi a 50 anni, arrivando alla menopausa con un tessuto osseo sano.
La carenza di vitamina D, infatti, può essere poi risolta solo con l’integrazione della stessa secondo prescrizione medica.

Il miglior alleato della donna anche in questo caso è la prevenzione.
Si è visto, infatti, come uno stile di vita ed un’alimentazione volte alla prevenzione dell’osteoporosi sono essenziali per la salute delle ossa in menopausa. 

Ci sono, infine, alcuni esami specifici che possono aiutarci a conoscere lo stato di salute delle ossa in menopausa, come la MOC. 
 

La MOC

La MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) è una pratica diagnostica molta conosciuta, utilizzata per identificare l'osteoporosi, anche con richieste di prestazioni non sempre corrette rispetto a quanto la letteratura scientifica prevede.

La MOC fornisce, infatti, una valutazione quantitativa della densità minerale dell'osso e non costituisce indagine prioritaria nelle situazioni con sintomatologia dolorosa alla colonna vertebrale o all'anca: occasioni, queste, in cui è solitamente più vantaggioso un esame radiologico.

La MOC è, invece, necessaria e quindi da raccomandarsi, ad esempio, per le donne:
  • in pre-menopausa, in presenza di elevati fattori di rischio quali terapie con cortisone, con immunosoppressori e malattie particolari quali ipertiroidismo e celiachia;
  • per le donne in menopausa, limitatamente ai casi nei quali la decisione circa un trattamento ormonale sostitutivo risulti controversa;
  • per le donne in post-menopausa, in presenza di oggettiva impossibilità di praticare la terapia ormonale sostitutiva e per controllare l'efficacia terapeutica in presenza di elevati fattori di rischio. 
 
Dott. Paolo D’Alessio
Specialista in Ginecologia e Ostetricia 
U.S.I. Piazza Vittorio - Via Machiavelli, 22
U.S.I. Prati - Via Virginio Orsini, 18
U.S.I. Furio Camillo - Via Cerreto di Spoleto, 9/21


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