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Le patologie allergiche dell’adulto e del bambino: vecchie e nuove ondate epidemiche.

Le patologie allergiche dell’adulto e del bambino: vecchie e nuove ondate epidemiche.
La prima ondata: le patologie allergiche di tipo respiratorio.
 
Le patologie allergiche hanno subito nel corso degli ultimi decenni un significativo aumento della loro diffusione. In una prima fase sono state le malattie di tipo respiratorio, come l’asma, la rinite e la congiuntivite, spesso tra loro associate, ad interessare quote crescenti di adulti e bambini fino ad arrivare, oggi, ad una prevalenza del 20-30% della popolazione. Per tali patologie esistono terapie estremamente efficaci sia sotto forma di molecole farmacologiche che di vaccini desensibilizzanti. Tali ultimi presidi possono oggi essere prescritti con maggiore “precisione diagnostica”; dopo esecuzione dei test percutanei con allergeni estrattivi, infatti, è possibile ricorrere, quando necessario, all’utilizzo della diagnostica in vitro, dove sono disponibili i nuovi allergeni molecolari sia sotto forma di singleplex (RAST) che multiplex (ISAC, Alex, etc).
 
Tali metodiche sono di estrema utilità poiché in grado di identificare i cosiddetti sensibilizzanti specifici o primari, ovvero le molecole allergeniche effettivamente responsabili dei sintomi del paziente, su cui basare una terapia desensibilizzante fortemente personalizzata. I test percutanei, infatti, in presenza di positività multiple, talvolta non consentono di differenziare le reazioni cutanee dovute ad allergeni comuni a più fonti allergeniche, privi di significato clinico (profilina, polcalcine, etc.) da quelle indotte da allergeni specifici (presenti esclusivamente in ogni fonte allergenica), che hanno invece diretta responsabilità clinica (Parj 2 per la parietaria, Ole 1 o 7 per l’olivo, Cup a1 per il cipresso, etc.).
 
 
La seconda ondata: le allergie alimentari.
 
Nell’ultimo decennio ad aumentare sono state, invece, le allergie di tipo alimentare, che ora interessano l’8% dei bambini e il 3% degli adulti in aggiunta alle dermatiti di tipo allergico (dermatite atopica del bambino e dell’adulto, orticaria e dermatite da contatto). Anche per tali patologie disponiamo oggi di importanti strumenti diagnostici in vivo (prick test e prick by prick con alimenti freschi, Patch test delle diverse serie) e soprattutto in vitro dove, nel caso delle allergie alimentari, la già citata diagnostica con allergeni molecolari è la nuova frontiera per la formulazione diagnostica, la stadiazione del rischio e l’identificazione degli alimenti da escludere o da evitare in presenza di determinate situazioni con effetto di amplificazione della risposta immune. 
 
Talvolta, infatti, alcuni alimenti possono risultare tollerati in condizioni basali mentre diventano responsabili di reazioni cliniche, anche intense, in presenza di fattori di potenziamento delle reazioni chiamati co-fattori come FANS, alcoolici e sforzo fisico.
Il capitolo delle patologie di tipo alimentare si arricchisce, poi, dei disturbi di tipo non allergico, spesso definiti come “intolleranza”; quadri clinici caratterizzati da dolore, gonfiore e alterazioni dell’alvo che sono spesso percepiti come estremamente fastidiosi dai pazienti e che richiedono una diagnosi differenziale indispensabile per definire un regime dietetico appropriato ad ogni specifica patologia e per fugare ansie e timori da parte del paziente.
 
 
Le intolleranze alimentari necessitano di un approccio multidisciplinare.
 
Le patologie coinvolte nell’intolleranza alimentare sono, infatti, numerose e diversificate, potendo interessare organi diversi: intolleranza al glutine, intolleranza ai FODMAPs, deficit di enzimi come lattasi e trealasi, sindrome dell’intestino irritabile, calcolosi della colecisti, disturbi pancreatici; si tratta, dunque, di una serie di patologie che richiedono competenze spesso multidisciplinari e la cui carenza rappresenta uno dei classici unmet need. La mancanza di specialisti del settore, in primis l’allergologo nutrizionista, si traduce infatti in una inadeguata gestione della malattia con la conseguenza che la maggioranza dei pazienti adotta regimi dietetici fai da te (spesso con l’ausilio non disinteressato di siti web) o su prescrizione di personale non specializzato.
Un problema altrettanto emergente, ma con implicazioni cliniche ancora più impegnative, è inoltre rappresentato dalle reazioni avverse (ADR), sia di tipo immediato che di tipo ritardato, alle diverse classi di farmaci come antibiotici, anestetici locali e generali, FANS, mezzi di contrasto, cortisonici, PPI, etc. 
 
Per tali patologie la figura di assoluto riferimento è l’allergologo che, attraverso la raccolta dettagliata dell’anamnesi e l’esecuzione di test diagnostici in vitro (RAST, BAL) e in vivo (test cutanei di tipo immediato e ritardato) è in grado di differenziare le reazioni allergiche (potenzialmente gravi) da reazioni da intolleranza (a minore impatto clinico), con tutto quello che ne consegue in relazione ad eventuali successivi impieghi di molecole identiche o simili.  
 

Le caratteristiche di un efficiente e sicuro ambulatorio di allergologia.
 
Un moderno ambulatorio di allergologia deve essere in grado di affrontare l’insieme delle patologie allergiche e deve poter disporre di un adeguato setting assistenziale (presenza di anestesista) e di un moderno laboratorio di indagini cliniche sia di tipo generale (ivi comprese quelle di tipo genetico per lo studio della celiachia e dei deficit enzimatici come la lattasi) che di tipo specialistico; un laboratorio con competenze in campo di diagnostica allergologica avanzata, che sia in grado di eseguire la ricerca delle IgE per le molecole allergeniche delle diverse e più importanti famiglie vegetali e animali (PR-10 Profilina, LTP, seed storage protein, parvoalbumine, tropomiosine) come anche per i farmaci (betalattamine, succinilcolina).
 
Ancora più importante è la disponibilità di un setting clinico in grado di gestire eventuali, anche se pur rari, eventi avversi: alcune procedure allergologiche come la somministrazione di vaccini desensibilizzanti, infatti, richiedono un setting assistenziale di tipo ospedaliero; e questo sia per motivi di safety del paziente che per motivi di rispetto delle indicazioni ministeriali contenute nel decreto sui Livelli essenziali delle prestazioni (LEA) in merito alla sicurezza dei vaccini iniettivi.
 

L’ambulatorio di allergologia della Casa di Cura Marco Polo.
 
Per rispondere alla carenza sempre più marcata di servizi allergologici il Gruppo U.S.I. ha recentemente istituito un nuovo ambulatorio di allergologia presso la Casa di Cura Marco Polo, dove potranno essere svolte con sicurezza le seguenti linee di attività in campo allergologico:
 
  1. Allergologia respiratoria del bambino e dell’adulto, con esecuzione di vaccinoterapia desensibilizzante di tipo iniettivo;
  2. Allergologia alimentare del bambino e dell’adulto;
  3. Intolleranze alimentari del bambino e dell’adulto, con elaborazione di diete personalizzate;
  4. Allergologia dermatologica (dermatite atopica del bambino e dell’adulto, orticaria, dermatite da contatto);
  5. Consulenza clinica in campo di reazioni da farmaci, senza esecuzione di test diagnostici in vivo.
 
È una nuova iniziativa che amplia l’offerta attualmente esistente e che andrà incontro alle crescenti esigenze dei pazienti, che sempre più spesso lamentano patologie allergiche e non riescono a trovare un’adeguata risposta assistenziale. 
 
Dott. Battista Roberto Polillo
Specialista in allergologia e immunologia clinica
Casa di Cura Marco Polo - Viale Marco Polo, 41
 

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