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L’acufene, cause e cure.

L’acufene, cause e cure.
"Dottore, ho un rumore fastidioso e persistente anche di notte che non mi fa dormire!"

Questo è quello che noi specialisti Otorinolaringoiatri ci sentiamo dire molto spesso e che diagnostichiamo, appunto, come "Acufene".

L’Acufene viene avvertito soprattutto, ma non soltanto, di notte o nel silenzio, aumenta quando siamo più nervosi, non ci fa dormire e quindi non ci fa svolgere le normali mansioni quotidiane.
Può essere un fischio, un ronzio, un bip, un campanello ma per noi è sempre un Acufene.
Precisiamo subito che non è una malattia ma semplicemente un sintomo.

Ma da che cosa dipende?

Molto spesso è legato ad una diminuzione anche parziale della capacità uditiva, all’età, all’esposizione a rumori forti in ambito lavorativo, ad infezioni dell’orecchio come del naso (per cui non drena il catarro che si ferma nella cassa dell’orecchio stesso) oppure può dipendere dall’uso prolungato di alcuni tranquillanti o infine dai cosiddetti farmaci ototossici come la comune aspirina o l’ibuprofene. È quindi un sintomo soggettivo. 

Come possiamo farlo capire al medico? 

Non può certamente essere misurato ma è possibile studiarlo, cercare di comprenderlo e combatterlo utilizzando un esame detto Acufenometria.
In realtà la definizione esatta è “percezione acustica non organizzata non prodotta realmente da alcuna fonte sonora né interna né esterna”. Quindi difficile da spiegare ad altri.
Anche perché spesso non lo avvertiamo a causa dell’effetto del mascheramento dell’ambiente che ci circonda e non è sempre della stessa intensità. Inoltre, se siamo nervosi e digrigniamo i denti, cioè soffriamo di bruxismo, lo sentiamo ancora di più.

Per assurdo anche chi non ha problemi di udito, anzi sente benissimo, può avere un acufene. La chiamiamo Iperacusia, cioè eccesso di sensibilità ai suoni. 

A volte lo sentiamo “pulsare”, cioè sentiamo come il battito cardiaco nell’orecchio; ciò significa che abbiamo un acufene detto “pulsante”.

Lo specialista Otorinolaringoiatra, quindi, per prima cosa valuterà l’orecchio con l’Otoscopia, mediante un microscopio portatile. Se il paziente è fortunato può trattarsi semplicemente di un tappo di cerume e quindi il tutto sarà immediatamente risolvibile.
Ma se così non fosse, poiché l’acufene può dipendere da svariati altri motivi, sarà necessario effettuare Audiometria ed Impedenzometria. Si dovrà per prima cosa escludere che si tratti di un problema otologico e, se del caso, dovranno essere effettuati ulteriori approfondimenti anche in relazione a patologie più importanti non proprie della nostra specializzazione, senza dimenticare che talvolta può manifestarsi anche un acufene idiopatico, cioè senza una causa reale.
È comunque consigliabile una visita specialistica piuttosto che affidarsi al sentito dire o ad altre fonti d’informazione.
 
Dott. Gianluca Maria Vingolo 
Specialista Otorinolaringoiatra
U.S.I. Cinecittà (Ciamarra 2000) - Viale Bruno Rizzieri, 203
 

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