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Rinite allergica: inizia la stagione pollinica primaverile.

Le allergie, in termini di effetti sulla popolazione, si posizionano ai primi posti come malattie croniche. La prevalenza, secondo i dati dell’Oms, si attesta tra il 10 e il 40% della popolazione mondiale, a seconda delle regioni e dei periodi dell’anno. In Italia i dati indicano una prevalenza del 10-20%.
La malattia allergica è caratterizzata da estremo dinamismo evolutivo (marcia allergica) che può iniziare nelle prime fasi di vita con forme cutanee (dermatite atopica), spesso causate dagli acari, o gastrointestinali (allergia alimentare), passando nel corso della crescita a manifestarsi come rinite allergica e/o asma. La presenza di rinite allergica nell’infanzia aumenta fino a 7 volte il rischio di sviluppare asma; un bambino con dermatite atopica ha una probabilità di sviluppare asma allergico 5 volte superiore rispetto a un bambino senza dermatite atopica.
Nonostante non sia una patologia ad evoluzione grave, la rinite allergica ha un forte impatto sulla qualità della vita, incidendo sulla resa scolastica nei bambini e su quella lavorativa negli adulti, determinando, inoltre, un consistente impatto sulle spese socio-sanitarie.
 
DEFINIZIONE
La rinite allergica è una patologia della mucosa nasale indotta da un’infiammazione IgE-mediata conseguente all’esposizione allergenica.
È caratterizzata clinicamente da rinorrea, starnuti, prurito e ostruzione nasale, reversibili spontaneamente o in seguito a terapia.
La rinite si associa spesso all’asma e costituisce fattore di rischio per la sua insorgenza.
Oltre all’asma possono associarsi alla rinite numerose altre co-morbilità, di cui la più frequente è la congiuntivite.

CLASSIFICAZIONE (ARIA - Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma)
La rinite allergica può essere classificata secondo i criteri ARIA in due modi diversi (durata dei sintomi e loro gravità), che peraltro ci forniscono i criteri per una adeguata terapia.
Per durata dei sintomi
  • Intermittente: < 4 giorni/settimana o < 4 settimane
  • Persistente: > 4 giorni/settimana e > 4 settimane
 
Per gravità dei sintomi
  • Moderata-grave: uno o più fra: alterazioni del sonno, limitazioni delle attività quotidiane/sportive/divertimento, problemi di concentrazione al lavoro/scuola, altri sintomi fastidiosi;
  • Lieve:  nessuna delle caratteristiche cliniche della forma moderata-grave.
 
DIAGNOSI
  • Anamnesi personale (sintomi tipici, concordanza con stagionalità pollinica) e familiare (atopia)
  • Test allergologici cutanei (Prick test): per la sua elevata sensibilità e specificità, semplicità di esecuzione e di interpretazione, il prick test è l’esame di primo livello che viene utilizzato nella pratica allergologica per identificare sensibilizzazioni ad allergeni di diverso tipo (inalanti, alimenti e lattice).  Il test comporta la penetrazione attraverso la cute di una quantità minima di allergene, adeguata a provocare una risposta specifica misurabile. Si impiegano allergeni “standardizzati biologicamente” e generalmente si inizia con un panello standard di allergeni comuni (acari, pollini, epiteli di animali, muffe), integrato con allergeni che possono avere particolare rilevanza per il paziente, dopo aver raccolto una anamnesi mirata. Per poter effettuare il test è necessaria una sospensione da terapie cortisoniche o antistaminiche orali/parenterali per 7-10 giorni.
  • Dosaggio delle IgE specifiche: è un test di laboratorio che si effettua con un prelievo di sangue venoso, di ausilio al prick test nella corretta valutazione delle sensibilizzazioni allergiche.
  • Rinoscopia anteriore: è una valutazione non invasiva della mucosa nasale che individua gli effetti dell'infiammazione allergica (es: mucosa pallida, ipertrofia dei turbinati).
  • Prove di funzionalità respiratoria (spirometria semplice e con eventuale test di reversibilità): consentono di valutare l’eventuale presenza di asma bronchiale o di iniziale ostruzione delle vie aeree più piccole (in pazienti anche apparentemente asintomatici).
 
Di ausilio alla diagnosi ed al trattamento dei pazienti allergici  sono i calendari pollinici, che attraverso delle applicazioni scaricabili e fruibili ci permettono di visionare:
  • previsioni sulle concentrazioni polliniche e l’andamento dei pollini per il giorno in corso e i due giorni successivi;
  • grafico delle concentrazioni polliniche su base settimanale e mensile;
  • previsioni geolocalizzate o in base alla località selezionata dall’utente;
  • elaborazione delle previsioni in base al confronto dei dati di rilevazione e dei dati storici (10 anni) della località selezionata, all’andamento per il periodo, ai dati metereologici (temperatura, precipitazioni, umidità, vento) ed alla posizione;
  • informazioni sui pollini.
In base al periodo dell’anno in cui compaiono i sintomi, si possono distinguere le seguenti forme di pollinosi, causate appunto dall’esposizione ai diversi tipi di polline:
  • precoci o pre-primaverili (dovute a sensibilizzazione a piante arboree come Cupressaceae, Betulaceae,Corylaceae); 
  • primaverili o primaverili-estive (dovute a sensibilizzazione a Graminaceae, Parietaria spp., Oleaceae);
  • estivo-autunnali (dovute a sensibilizzazione a Compositae, Ambrosia spp., parietaria).
 
TERAPIA FARMACOLOGICA
Nel caso di rinite con prevalente ostruzione nasale il primo step farmacologico è rappresentato dai  corticosteroidi ad uso topico, ai quali va aggiunto anti H1 non sedativo per os quando sussista o prevalgano rinorrea,  starnuti e interessamento congiuntivale (nel qual caso può essere utile aggiungere antistaminici per uso topico congiuntivale).
Si consiglia sempre un follow-up dopo 2-4 settimane per valutare se aggiungere nuovi farmaci o richiedere ulteriori valutazioni specilistiche (ad es. ORL).

COMORBILITA’ RINITE-ASMA: nei pazienti con rinite persistente verificare la coesistenza di asma con anamnesi mirata (respiro sibilante, tosse secca, sintomi dopo esercizio, senso di oppressione al torace) ed eventuale spirometria.
 
IMMUNOTERAPIA SPECIFICA
E’ l’unico trattamento allergene orientato ad effetto precoce. Riduce i sintomi ed il consumo di farmaci. Può modificare l’eventuale progressione da rinite ad asma.
 
Dott.ssa Paola Zangari
Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica
 
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