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Gli italiani e la Nefrologia.

Epidemiologia e screening.

Lo sviluppo relativamente recente della Nefrologia insieme all’interesse verso un apparato, quello urinario, che è condiviso con un'altra specialità, l’urologia, ha fatto sì che la conoscenza di questa branca medica risulti scarsa per i comuni cittadini. La Nefrologia viene, inoltre, molto spesso confusa da parte della popolazione e talvolta anche dagli stessi medici e dalle istituzioni con l’urologia.
Questa apparente ridotta percezione del ruolo della Nefrologia nell’ambito sanitario è, invece, in contrapposizione con l’elevata prevalenza delle patologie renali e con la gravità dell’interessamento renale che spesso può condizionare la sopravvivenza stessa degli individui.

Due studi, INCIPE e la survey CAHRES (Cardiovascular risk in Renal patients of the Health Examination Survey), hanno valutato la prevalenza della malattia renale cronica (MCR) in Italia. Dai dati analizzati si deduce che diversi milioni di cittadini italiani sono portatori di MCR e quindi la Nefrologia nelle sue diverse articolazioni dovrebbe essere ampiamente conosciuta ed essere una specialità di riferimento anche per i decisori politici e le istituzioni sanitarie.
 
Evidenza scientifica.

-8-10% della popolazione potenzialmente affetta da MCR (stadio 3B-5)
-Circa 6 milioni della popolazione italiana interessata
-Aumento del 6% annuo della Popolazione in dialisi (stadio 5)
-50000pazienti-1,98 MLD di euro /anno (stima prudenziale).
 
La Malattia Renale cronica (MCR) è definita come “una condizione di alterata funzione renale che persiste per più di tre mesi” ed è classificata in 5 stadi di crescente gravità, dove lo stadio 5 corrisponde alla terapia sostitutiva dialitica o al trapianto di rene. Le sue dimensioni epidemiche, l’elevato rischio cardio-vascolare ad essa associato e gli alti costi sociali, come la dialisi ed il trapianto, ne fanno uno dei principali argomenti nei piani di prevenzione e di programmazione sanitaria.

Purtroppo i numeri sono destinati ad aumentare nel tempo per diversi motivi, primo fra tutti l’invecchiamento della popolazione (la ridotta funzionalità del rene è la conseguenza fisiologica del deterioramento nel tempo dell’organo); in secondo luogo l’aumentata incidenza di condizioni patologiche che hanno il rene quale organo bersaglio (ipertensione arteriosa, diabete, sindrome metabolica, scompenso cardiaco, obesità, dislipidemie, broncopneumopatie croniche).
Da queste premesse si comprende, quindi, la necessità di intercettare precocemente alterazioni della funzione renale al fine di introdurre terapie e modifiche dello stile di vita in grado di arrestare e rallentare la progressione del danno renale.

Attualmente numerose evidenze mostrano l’esistenza di strategie efficaci nel porre un freno alla progressione della MCR e nel ridurre il rischio di mortalità cardiovascolare. Prime fra tutte: idonei stili di vita con esercizio fisico regolare al primo posto, gestione dell’ipertensione arteriosa, buon controllo glicemico nei diabetici, ottimizzazione nell’assunzione di sale e di proteine nella dieta. 

In linea generale può essere consigliato uno screening, almeno biennale, a coloro che hanno più di 50 anni, con valutazione di creatininemia e relativa stima del Filtrato Glomerulare associato all’esecuzione dell’esame urine semplice.

Invece nei soggetti ad alto rischio, quali diabetici, ipertesi e cardiopatici, è più opportuno il ricorso al dosaggio dell’albuminuria in associazione alla stima del Filtrato Glomerulare.

Esistono 2 algoritmi (CKD-EPI, KDIGFO 2012) che, applicati a Creatinina ed Albuminuria, permettono di stadiare la popolazione in classi di gravità.

In particolare è dimostrato che, intercettando il paziente negli stadi 3A e 3 B, è possibile ritardare di 5 anni l’ingresso in dialisi, permettendo anche al SSN di risparmiare risorse per 2,5 miliardi di euro. Per questo si rende necessaria la costruzione di specifici percorsi di diagnosi e di terapia assistenziale (i cosiddetti PDTA), che devono prevedere una collaborazione interdisciplinare tra nefrologi, medici di medicina generale ed altri specialisti come cardiologi, diabetologi, dietiste e personale infermieristico.
 
Dott.ssa Livia Nazzaro
Medico-Chirurgo
Specialista Nefrologa
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