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Specialità mediche > Fisioterapia


L'obiettivo principale dei reparti di Fisioterapia dei centri U.S.I. è quello di garantire l'eccellenza nelle prestazioni specialistiche tramite la competenza professionale, l'organizzazione e l’utilizzo di macchinari tecnologici di ultima generazione.

Le terapie vengono effettuate su indicazione del medico specialista il quale elabora un programma riabilitativo individuale, il cosiddetto "percorso riabilitativo", che il paziente seguirà sotto la guida costante del fisioterapista.
La presenza di terapisti altamente qualificati e professionali garantisce serietà e competenza nella conduzione del programma di recupero funzionale.

Grazie alla sinergia tra il personale medico e quello fisioterapico è possibile seguire il paziente in modo completo. Questa prassi consente di ottenere un ottimo recupero funzionale, il massimo livello d’autonomia ed il reinserimento nella pratica delle attività di vita quotidiana.

I centri U.S.I. si occupano di Riabilitazione e Fisioterapia in ambito:

  • ortopedico: per il paziente reduce da interventi chirurgici (meniscectomia, artroprotesi di anca, ginocchio, spalla, acromionplastica spalla, etc) o affetto da tendiniti, pubalgie, lesioni legamentose, strappi muscolari, distorsioni, esiti di fratture trattate in maniera conservativa e non.
  • reumatologico: per il paziente artrosico, fibromialgico, affetto da artrite reumatoide, connettiviti, polimialgia, ecc.
  • neurologico: per il paziente affetto da sclerosi multipla, Morbo di Parkinson, emiparesi, neuropatie.
  • respiratorio: per il paziente affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), enfisema, o reduce da interventi chirurgici.

Per ottimizzare il recupero della funzione alterata, gli specialisti dei centri U.S.I.si avvalgono dell'utilizzo di molteplici tecniche di terapia manuale abbinata, ove richiesto, alla terapia fisica strumentale. I pazienti vengono accolti in strutture che garantiscono la massima privacy e tranquillità, grazie a box individuali dove vengono effettuate le diverse cure, comprese le terapie antalgiche e i massaggi.

I centri sono accreditati con il S.S.N questo significa che la visita fisiatrica, le manipolazioni vertebrali, la rieducazione motoria ed alcune delle terapie fisiche strumentali possono essere effettuate in regime di convenzione, per tutti i dettagli contattare il numero 06/32868.1


  • Visita Fisiatrica
  • Infiltrazioni articolari
  • Mesoterapia Antalgica


Baropodometria

L’esame baropodometrico offre la possibilità di valutare soggetti affetti da problematiche a livello podalico e da disturbi posturali, sia in fase statica che durante la deambulazione e mediante l’esame stabilometrico anche lo studio della stabilità , delle reazioni toniche e dell’equilibrio.

E’ importante sottolineare che il suo impiego può trovare applicazioni preventive, diagnostiche e terapeutiche.

Le applicazioni preventive riguardano soggetti in età  evolutiva per lo screening di patologie di interesse ortopedico e neurologico; negli altri casi le applicazioni diagnostiche forniscono dati “qualitativi” e “quantitativi” sui deficit posturali e strutturali in pazienti con patologie di interesse ortopedico quali dimorfismi e paraformismi del rachide, spondilolisi e spondilolistesi, displasia congenita dell’anca, ginocchio valgo, piede torto congenito, piede piatto valgo, piede cavo, alluce valgo, artrosi, osteocondrosi, artrite reumatoide, esiti di incidenti traumatici (fratture, lussazioni, distorsioni, lesioni muscolari e tendinee); pazienti con patologie di interesse neurologico quali emiparesi, sclerosi multipla, paralisi cerebrali infantili, morbo di Parkinson, esiti di poliomielite, neuropatia diabetica (per la diagnosi precoce ed il monitoraggio dell’ulcera plantare), miopatie; soggetti con patologie di interesse odontostomatognatico quali malocclusioni, sindromi disfunzionali miofasciali, bruxismo, incoordinazioni condilo-meniscali, artrosi dell’Articolazione Temporo Mandibolare).

Le applicazioni terapeutiche, da un lato consentono di valutare i miglioramenti posturali ottenuti mediante l’impiego di tecniche di rieducazione neuro-motoria, di chirurgia ortopedica (eseguendo l’esame prima e dopo l’intervento), come anche la valutazione di soggetti con ortesi e/o bite, dall’altro possono essere impiegate esse stesse come misure terapeutiche, ad esempio come metodica di biofeedback. L’esame baropodometrico consente, come detto, di valutare la coordinazione sia statica che dinamica ed analizzare le basi morfofunzionali; inoltre la non invasività del metodo, la possibilità di essere eseguito con e senza calzature, la precisione e l’istantaneità della misurazione, la facile interpretazione dei dati, fanno di questo esame un utile vantaggio nello studio delle patologie che inficiano il controllo posturale sia in età evolutiva che dell’adulto, permettendo di attuare un preciso follow-up e di seguire l'evoluzione delle turbe della coordinazione monitorando anche il trattamento riabilitativo, ortesico e post-chirurgico.
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Pedana stabilometrica

Il Test stabilometrico statico e dinamico e la rieducazione motoria con pedana stabilometrica permette di poter individuare, valutare e trattare le manifestazioni algico-disfunzionali della postura avvalendosi di metodiche diagnostiche strumentali. Si esegue con uno strumento tecnologicamente all’avanguardia che consiste in una pedana basculante (con gradi di oscillazioni diversi) collegata ad un computer che consente di compiere determinati movimenti finalizzati al recupero della propriocettività. Il paziente è attivo e può muoversi in posizione ortostatica o seduto (a seconda della patologia e dei tempi di recupero ) e tramite lo schermo del computer riesce ad impostare il suo esercizio seguendo determinati schemi o percorsi visivi. L’esercizio propriocettivo consiste nel creare una situazione di instabilità al fine di valutare i segnali propriocettivi provenienti dalla periferia del corpo, in particolar modo dal rachide e dagli arti inferiori. I vantaggi di questa applicazione sono quelli di permettere un’analisi propriocettiva raffinata del paziente rilevando informazioni sulle sue condizioni generali di equilibrio, di migliorare la risposta muscolare nella stabilizzazione articolare, di recuperare la funzione e le capacità motorie in regressione o da non uso prevenendo o ritardando l’insorgenza di danni funzionali. I risultati sono confrontabili ed eseguibili in qualunque momento e permettono di effettuare succcesive valutazioni nei controlli, durante le terapie e nei follow-up. Le indicazioni comprendono le principali patologie neurologiche ed ortopediche condizionanti alterazioni dello schema posturale e della capacità di mantenere l’equilibrio, le fasi post-operatorie degli interventi di protesizzazione articolare, di osteosintesi e di ricostruzione chirurgica di strutture muscolo-teno-fasciali. Le controindicazioni sono rappresentate da lesioni traumatiche acute dello scheletro e dell''apparato muscolare e/o capsulo-legamentoso che controindichino il carico diretto, da stati di particolare labilità pressoria o dalla presenza di trombosi venose in atto.
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Metodiche riabilitative

Linfodrenaggio

Il linfodrenaggio è un massaggio molto delicato effettuato attraverso manipolazioni leggere. Stimola la circolazione linfatica e di conseguenza anche quella sanguigna restituendo benessere generale ed equilibrio all’intero organismo.
II benefici del linfodrenaggio possiamo riassumerli in: effetto antiedematoso; effetto cicatrizzante; effetto rilassante; effetto immunizzante; effetto rigenerante; effetto stimolante a livello della micro circolazione.
EFFETTO ANTIEDEMATOSO: l’edema è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell’organismo che il sangue non riesce ad eliminare del tutto e può interessare una o più zone del corpo; la parte colpita si presenta tesa, liscia, lucente.  Può essere determinato da disturbi cardiaci, malattie della circolazione sanguigna, del fegato, dei reni o apparire in conseguenza a fratture, contusioni, ustioni. Il linfodrenaggio viene spesso praticato sugli edemi che si manifestano durante il periodo premestruale, la gravidanza o su persone che mantengono per molto tempo la stazione eretta. Un discorso a parte merita la cosiddetta “sindrome del braccio grosso”, cioè il linfedema dell’arto superiore conseguente ad intervento di quadrantectomia o mastectomia radicale nelle pazienti oncologiche associata ad asportazione dei linfonodi del cavo ascellare omolaterale.
Il linfodrenaggio manuale rientra nel programma riabilitativo della paziente, insieme alla kinesiterapia, quest’ultima particolarmente efficace se associata al bendaggio compressivo effettuato al termine della seduta di linfodrenaggio, dal momento che la contrazione muscolare all’interno del bendaggio rinforza l’effetto pompa linfo-ematico.
EFFETTO CICATRIZZANTE: Il massaggio linfatico è particolarmente utile in presenza di ferite o ulcerazioni. L’arrivo di nuova linfa ricca di cellule ricostruttrici favorisce il processo di cicatrizzazione.
EFFETTO RILASSANTE: questo trattamento molto lento e ritmato assicura sempre un effetto rilassante sia sui singoli muscoli interessati da contratture o strappi, sia sull’organismo in generale permettendo così di raggiungere un benessere psico-fisico.
EFFETTO IMMUNIZZANTE: l’aumento delle difese immunitarie è uno dei processi più importanti che la linfa riesce a mettere in moto, il drenaggio fa aumentare tale effetto soprattutto a livello locale.
EFFETTO RIGENERANTE: il linfodrenaggio contribuisce a nutrire meglio i tessuti ed è in grado di restituire equilibrio idrico alle zone disidratate, donando nuovamente luminosità, compattezza e tono alla pelle.
EFFETTO STIMOLANTE A LIVELLO DELLA MICROCIRCOLAZIONE: il linfodrenaggio stimola i capillari a liberarsi del liquido in eccesso consentendo ai tessuti una migliore ossigenazione. Una maggiore presenza di ossigeno ridona vita ai tessuti e serve a prevenire disturbi come la cellulite o la couperose.


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Massoterapia

Per massaggio si intende una serie di manovre manuali specifiche portate su uno o più segmenti corporei allo scopo di curare processi morbosi che possono essere localizzati e generalizzati.
Il massaggio produce un''azione diretta o meccanica sulla cute, sui vasi sanguigni, sui muscoli e sulle terminazioni nervose: a livello vasale si osserva un miglioramento della circolazione sanguigna e uno stimolo al deflusso venoso e linfatico che favorisce una rimozione più rapida degli edemi; sul tessuto muscolare favorisce l’afflusso di glucosio ed ossigeno e la rimozione delle scorie (acido lattico), produce un''azione trofica sui muscoli ipotonici e il rilassamento delle fibre muscolari. L''azione diretta sulle terminazioni nervose periferiche si manifesta con un effetto antalgico. Il massaggio provoca effetti sedativi e rilassanti nei soggetti con eccessiva tensione nervosa, ed effetti stimolanti in quelli psichicamente depressi.

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Mobilizzazione (manipolazione) della colonna

E'' un gesto medico terapeutico; è una manovra precisa, un movimento passivo che va oltre il limite fisiologico della mobilità articolare passiva, le cui indicazioni e controindicazioni devono essere definite preventivamente tramite un esame accurato generale e locale del paziente. Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di mantenere o recuperare l''escursione articolare della colonna, prevenire e recuperare riduzioni della sua estensibilità. Si esegue nella direzione e posizione scelta dal medico con la “messa in tensione“, con un breve impulso, cioè con un movimento rapido e molto limitato che sembra vincere una resistenza dell’articolazione. I vantaggi di questa applicazione sono quelli di apportare stimoli che coinvolgono le vie di informazione, i centri di integrazione e le vie di esecuzione facilitando in questo modo la prevenzione del danno funzionale, recuperare la funzione motoria e ottenere un sollievo dal dolore. I possibili inconvenienti sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori) in particolare in pazienti con labilità pressoria o affetti da una malattia dell''arteria vertebrale o della carotide, da un aggravamento della sintomatologia dolorosa, da una scarsa tollerabilità individuale alle manovre di mobilizzazione. Le indicazioni comprendono cefalee di origine cervicale, cervico-dorso-lombalgia, sindrome vertebrale, sindrome disco-articolare, apofisite spinosa, pubalgia, cruralgia, sciatalgia, coccigodinia. Le controindicazioni sono costituite da lesioni traumatiche recenti della colonna o da fratture vertebrali non consolidate, dalla presenza di grave osteoporosi, di ernie del disco migrate o espulse, di spondilodisciti, di stenosi del canale vertebrale, di insufficienza vertebro-basilare e/o da processi infettivi o tumorali localizzati al rachide.

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Osteopatia

Metodica manuale i cui principi sono basati sulla relazione tra la struttura e la funzione e sulle connessioni tra tutti i tessuti, i fluidi e gli apparati dell’organismo.
Presenta dunque un approccio globale alla persona con l’obiettivo di ripristinare la  mobilità fisiologica, in tutti i sistemi, con un conseguente miglioramento del metabolismo e dell’omeostasi organica.
Si basa su alcuni principi fondamentali quali: la struttura governa la funzione, il ruolo dell’apparato circolatorio e dei fluidi è essenziale al mantenimento della salute, il corpo funziona come un’unità, il corpo possiede la capacità di auto guarirsi.

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Pedana stabilometrica

Il Test stabilometrico statico e dinamico e la rieducazione motoria con pedana stabilometrica permette di poter individuare, valutare e trattare le manifestazioni algico-disfunzionali della postura avvalendosi di metodiche diagnostiche strumentali. Si esegue con uno strumento tecnologicamente all’avanguardia che consiste in una pedana basculante (con gradi di oscillazioni diversi) collegata ad un computer che consente di compiere determinati movimenti finalizzati al recupero della propriocettività. Il paziente è attivo e può muoversi in posizione ortostatica o seduto (a seconda della patologia e dei tempi di recupero ) e tramite lo schermo del computer riesce ad impostare il suo esercizio seguendo determinati schemi o percorsi visivi. L’esercizio propriocettivo consiste nel creare una situazione di instabilità al fine di valutare i segnali propriocettivi provenienti dalla periferia del corpo, in particolar modo dal rachide e dagli arti inferiori. I vantaggi di questa applicazione sono quelli di permettere un’analisi propriocettiva raffinata del paziente rilevando informazioni sulle sue condizioni generali di equilibrio, di migliorare la risposta muscolare nella stabilizzazione articolare, di recuperare la funzione e le capacità motorie in regressione o da non uso prevenendo o ritardando l’insorgenza di danni funzionali. I risultati sono confrontabili ed eseguibili in qualunque momento e permettono di effettuare succcesive valutazioni nei controlli, durante le terapie e nei follow-up. Le indicazioni comprendono le principali patologie neurologiche ed ortopediche condizionanti alterazioni dello schema posturale e della capacità di mantenere l’equilibrio, le fasi post-operatorie degli interventi di protesizzazione articolare, di osteosintesi e di ricostruzione chirurgica di strutture muscolo-teno-fasciali. Le controindicazioni sono rappresentate da lesioni traumatiche acute dello scheletro e dell''apparato muscolare e/o capsulo-legamentoso che controindichino il carico diretto, da stati di particolare labilità pressoria o dalla presenza di trombosi venose in atto.
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Pompage

I Pompages rientrano nelle tecniche di terapia  manuale e consistono  in trazioni lente, graduali e ritmate delle strutture miofasciali e articolari. Queste manovre hanno il fine di far passare  i tessuti da uno stato di tensione ad uno stato di profondo rilasciamento.
Il Pompage consta di tre fasi: la messa in tensione della fascia muscolare, il mantenimento e il rilasciamento della stessa.
E’ fondamentale che ognuna delle tre fasi sia effettuata con opportune tecniche respiratorie.
A  seconda delle modalità e dei tempi di effettuazione delle manovre, il Pompage può essere:
Mio-fasciale: indicato nelle contratture antalgiche dei tessuti muscolari e di rivestimento degli stessi, nonché nella loro alterata irrorazione sanguigna
Articolare: utilizzato sia nel percorso riabilitativo post-trauma dell’articolazione (distorsioni, danni da immobilità), sia nelle patologie degenerative a carico articolare ( Coxo-artrosi, Sindromi da impingement della spalla, gonartrosi)
Notevole è l’ efficacia del Pompage anche per il trattamento delle cervicobrachialgie e delle lombosciatalgie e di tutte le alterazioni  muscolo-tensive del rachide vertebrale.


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Rieducazione motoria (kinesiterapia passiva o attiva-assistita)

Viene utilizzata, individualmente o in gruppo, mediante esercizi attivi, passivi o strumentali, con lo scopo di modificare l''esecuzione del movimento nel caso in cui sussistano danni a livello del sistema nervoso centrale (sistema di controllo del movimento) o dell''apparato osteo-mioarticolare (sistema effettore del movimento). Durante l’esecuzione degli esercizi si possono usare degli ausili che facilitano il movimento o lo rendono più impegnativo, a seconda dello scopo che vogliamo raggiungere (elastici, bastoni, carrucole, tappetini, palloni, cyclette, tapis-roulant, ruota di Lapidari etc.). Per kinesiterapia passiva si intende la mobilizzazione di un segmento corporeo senza partecipazione da parte del paziente che la subisce; in questo caso la mobilizzazione viene effettuata o dal fisioterapista oppure con l’ausilio di apparecchiature meccaniche adeguatamente programmate in un range di ampiezza prestabilito dall’operatore. Per kinesiterapia attiva-assistita s’intende la mobilizzazione attiva di un segmento corporeo da parte del paziente che mette in pratica le indicazioni del fisioterapista il quale lo assiste coordinando la sequenza dei gesti motori e correggendo eventuali loro imperfezioni secondo procedure finalizzate a portare soggetto affetto da menomazioni a contenere o minimizzare la sua disabilità ed il soggetto disabile a muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e relazionarsi efficacemente nel proprio ambiente familiare, scolastico, lavorativo e sociale. I vantaggi di questa applicazione sono quelli di facilitare gli stimoli, ottenere il rilasciamento e migliorare la risposta muscolare nella stabilizzazione articolare, prevenire il danno funzionale, recuperare la funzione motoria e ottenere un miglioramento del ritorno venoso. Indicazioni: in tutti quei casi ove sia necessario un recupero muscolare, articolare o delle capacità di controllo del movimento.

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Rieducazione posturale globale

La ginnastica posturale è una delle terapie più efficaci nel trattamento dei dolori della colonna vertebrale legati ad errate posture del corpo e a tensioni muscolari continue.
In presenza di dolore in una certa regione, l''intervento del fisioterapista è mirato alla ricerca del compenso muscolare ed al riequilibrio della postura del paziente e non ad alleviare direttamente il dolore nella zona in cui questo è avvertito.
Il paziente, sotto l’attenta guida del fisioterapista, impara ad assumere e mantenere posizioni corrette della colonna vertebrale e degli arti superiori ed inferiori. Si ottiene, in tal modo, la riduzione e la scomparsa del dolore, grazie al progressivo rilasciamento della muscolatura del collo e della schiena.
Particolare importanza riveste, nel corso della seduta, l’insegnamento di una corretta respirazione che il paziente apprenderà e ripeterà poi automaticamente. La scomparsa delle tensioni muscolari della colonna e degli arti fa sì che la Ginnastica Posturale sia particolarmente indicata anche nel trattamento dei dimorfismi della colonna in età evolutiva e delle patologie più tipiche dell’età adulta quali lombalgie, protrusioni o ernie discali, artrosi della colonna. Trattandosi di una metodica dolce e non faticosa, fatta di piccoli movimenti in situazione di rilassamento fisico e mentale, può essere effettuata da soggetti di tutte l’età.        
Essa è quindi indicata per:
  • Scoliosi del bambino e dell’adulto
  • Malappoggio plantare
  • Cervicalgie
  • Lombalgie
  • Sciatalgie
  • Coxalgie
  • Sindromi vertiginose
  • Pubalgie
Varie sono le metodiche che il terapista ha a disposizione per il trattamento del paziente, tra queste le maggiormente utilizzate sono la Mezieres e la Souchard,  le quali si basano sulla correzione bio-meccanica segmentale, basata sull’allungamento dei muscoli statici in assenza di compensi.
Sono sufficienti circa 10 sedute per avvertire la scomparsa del dolore e riacquistare il benessere fisico.
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Taping NeuroMuscolare

Il Taping NeuroMuscolare e’ una tecnica innovativa basata sull’utilizzo di un nastro adesivo elastico che viene posizionato sulla cute del paziente da parte del terapista; non contiene farmaci, è traspirante , resistente all’acqua, e può rimanere in sede anche per più giorni.
E’ una metodica largamente usata per la risoluzione di patologie legate allo sport professionale, ma negli ultimi anni si è ampiamente diffusa nell’ambito della riabilitazione in quanto si basa sull’attivazione del sistema “ neuro-muscolare” e “ neuro-sensoriale”; attraverso stimoli compressivi e decompressivi è in grado di ottenere effetti benefici sui sistemi muscolo scheletrico, vascolare, linfatico e neurologico.
Può dunque essere utilizzato come valido supporto terapeutico nel trattamento di  disordini muscolari, disturbi della circolazione sanguigna e linfatica, per l’attenuazione del dolore,
per aiutare il riallineamento articolare e come aiuto nel recupero del range articolare del distretto interessato.
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Terapie Strumentali

Crioultrasuoni

Questo dispositivo medico permette di  utilizzare due tecniche terapeutiche già note nella pratica fisioterapica: la crioterapia e l''ultrasuonoterapia. L’azione complessiva risulta superiore a quella dei singoli agenti portando ad un incremento degli effetti terapeutici e biologici degli ultrasuoni ma permettendo, allo stesso tempo, di evitare quelle possibili complicanze che deriverebbero dagli effetti termici degli ultrasuoni. E’ particolarmente indicato nel settore sportivo perché permette di trattare, in un''atleta infortunato, sia un trauma recente, sia uno stato infiammatorio acuto e sub acuto; ha essenzialmente dunque un’azione analgesica e antiinfiammatoria.
Gli effetti sono: meccanici, dovuti alla stimolazione meccanica che le cellule connettivali e muscolari subiscono e che portano ad un aumento nella produzione di fibre collagene e proteoglicani; termici, caratterizzati da un aumento della circolazione a livello superficiale e da una corrispondente diminuzione della stessa a livello muscolare;
biologici, determinati dalla differenza di temperatura tra lo strato superficiale e quello muscolare più profondo che comporta un aumento del metabolismo.
Controindicazioni al trattamento sono rappresentate da grave osteoporosi, mezzi di sintesi, pace-maker, tumori, gravidanza, epifisi fertili, tromboflebiti.
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Diadinamica

Le correnti diadinamiche sono correnti unidirezionali ed emisinusoidali a bassa frequenza.  Si tratta di una elettroterapia antalgica così come la Tens  con la quale condivide l’azione sulle fibre nervose sensitive, allo scopo di innalzare la soglia del dolore e favorire la liberazione di endorfine. Vengono regolate in base alle sensazioni del paziente che segnala la soglia di percezione dello stimolo e della soglia del dolore e non si superano i 10 minuti di seduta. Sono indicate per i casi di tendinite, per i postumi dolorosi di traumi articolari, per artropatie acute e croniche e per algie muscolari.Sono controindicate per le donne in gravidanza, i portatori di pace-maker ed i pazienti cardiopatici gravi.
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Elettrostimolazione

La stimolazione elettrica di muscoli normo o denervati viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ottenere un''azione di eccitazione sulle fibre muscolari atrofiche o denervate, migliorandone la funzione.Le indicazioni comprendono condizioni di ipotrofia da non uso, tonolisi, necessità di potenziamento muscolare in fase atletica. Le controindicazioni sono rappresentate dalla presenza di stimolatori cardiaci, aritmie cardiache, stati di particolare sensibilità-irritabilità cutanea. Molto efficace soprattutto nelle prime fasi della riabilitazione, associata a esercizi attivi di potenziamento muscolare.
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Ionoforesi

Per ionoforesi  si intende l’introduzione di un farmaco nell’organismo attraverso l''epidermide (somministrazione per via transcutanea), utilizzando una corrente continua (corrente galvanica), prodotta da un apposito generatore. I vantaggi di questa via di somministrazione sono essenzialmente di evitare la somministrazione per via sistemica (orale, intramuscolare, endovenosa) e di  Applicare il farmaco direttamente nella sede corporea interessata dalla patologia.
Viene abitualmente utilizzata a scopo antiedemigeno, antinfiammatorio e antalgico. Le indicazioni (diverse in relazione al tipo di farmaco utilizzato) comprendono: sindromi dolorose acute o croniche comparse a seguito di affezioni post-traumatiche e post-operatorie, radicolopatie e/o neuropatie, malattie reumatiche e/o dell’apparato osteo-artro-muscolare,  tendiniti, fibromialgie, algodistrofie. Le controindicazioni sono rappresentate dalla presenza di dermatiti ed abrasioni, stati di alterata sensibilità cutanea, stati di fragilità capillare, malattie della coagulazione del sangue, gravi aritmie, gravidanza, presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali nel punto focale, dalla presenza di mezzi metallici intratissutali nella zona sottoposta al trattamento.
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Ipertermia

Con l’ipertermia è possibile riscaldare i tessuti profondi mantenendo i tessuti esterni ad una temperatura controllata.
Impiega campi elettromagnetici: le onde elettro magnetiche prodotte penetrano nei tessuti e generano delle correnti elettriche che reagendo con le componenti tessutali  si convertono in energia termica.
Gli effetti biologici sono rappresentati dal riscaldamento dei tessuti trattati,  dalla  vasodilatazione e dall’aumento del metabolismo cellulare (rimozione agenti della flogosi, apporto agenti riparativi, rigenerazione dei tessuti).
Sono controindicate in caso di:
  • Evidenza o rischio di patologia oncologica;
  • Gravi cardiopatie, alterazioni del microcircolo, alterazioni venose gravi e/o presenza di pacemaker;
  • Tubercolosi ossea o infezioni acute;
  • Protesi metalliche, Protesi acustiche, IUD;
  • Gravidanza;
  • Osteoporosi grave;
  • Obesità;
  • Emofilia ed alterazioni della coagulazione;
  • Presenza di tessuti ischemici;
  • Presenza di alterata soglia dolorifica
Le indicazioni principali  sono:
  • esiti di distorsioni articolari anche con componente edemigena,
  • Mialgie, ed esiti di danno muscolare in generale
  • Tendiniti e tendinosi
  • Borsiti e sindromi da sovraccarico
  • Rigidità articolari post-traumatiche e post-chirurgiche
  • Algie vertebrali
  • Artrosi
  • Periartrite scapolo-omerale e Sindrome da impingement.
I trattamenti ipertermici in generale rappresentano una buona strategia terapeutica, soprattutto se associata ad esercizio terapeutico eseguito subito dopo la seduta.
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Laserterapia

“ L.A.S.E.R.” è l’acronimo di “ Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation” cioè “amplificazione della luce, mediante l’emissione stimolata di radiazioni”. La laserterapia sfrutta a scopo terapeutico gli effetti biologici prodotti dalla luce laser;  viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ottenere un effetto antiedemigeno, antalgico, antiflogistico, ed ha inoltre effetto di stimolazione nei processi di rigenerazione tissutale.  Questa terapia trova indicazione nelle affezioni osteoarticolari acute, nelle artropatie degenerative, nelle nevralgie, nelle  radicolopatie e/o neuropatie, malattie reumatiche, tendiniti, fibromialgie, algodistrofie, edemi post-traumatici.
Il numero di sedute è variabile, secondo indicazioni mediche, da sedute giornaliere per processi acuti, a trisettimanali per processi cronici. Nelle prime sedute si può riscontrare un’accentuazione della sintomatologia dolorosa, mentre nelle successive si assiste ad un sensibile miglioramento.
Le controindicazioni sono rappresentate dalla presenza di stati di alterata sensibilità cutanea, gravidanza, neoplasie, epilessia, stati infettivi generali.
Sia il paziente che l’operatore devono proteggere la retina con idonei occhiali.

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Magnetoterapia

È una terapia che, grazie ad apparecchiature generanti campi magnetici a bassa intensità e a frequenza variabile, agisce a livello delle cellule migliorandone le funzioni Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di indurre effetti facilitanti un’azione antalgica, antiedemigena e di stimolazione delle proprietà riparative cellulari. È particolarmente indicata ne trattamento di osteoporosi, fratture recenti, ritardi di consolidazione dell’osso, come anche nelle patologie infiammatorie (artrosi, neuropatie, flebiti, tendiniti) e reumatiche, negli edemi post traumatici, nell’herpes zoster e nella riparazione delle ulcere di ogni tipo. Le controindicazioni assolute sono rappresentate dalla presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali (interazione dei rispettivi campi elettromagnetici), dalla presenza di uno stato di gravidanza, neoplasie.
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Onde d'urto

Consiste in una terapia che utilizza l’azione di onde acustiche in grado di generare una forza meccanica diretta con una duplice azione: stimola i processi di riparazione dei tessuti ossei e crea un benefico effetto antinfiammatorio e antidolorifico.
I vantaggi di questa applicazione sono legati alla possibilità di concentrare l’energia in zone limitate senza dispersioni apprezzabili e questo permette un incremento del microcircolo, un miglioramento del drenaggio linfatico, una riduzione dei fenomeni di flogosi, una riduzione dell''edema, un aumento della soglia dolorifica.
I possibili inconvenienti sono rappresentati da un''accentuazione temporanea della sintomatologia dolorosa nel punto focale, dalla comparsa di aree di arrossamento cutaneo con aumento della temperatura locale. Le controindicazioni sono rappresentate dalla presenza di infezioni acute dei tessuti molli e delle ossa,  epifisiolisi, malattie della coagulazione del sangue, gravidanza, stimolatori cardiaci, defibrillatori,  tessuto polmonare, grandi tronchi nervosi nel punto focale.
È particolarmente consigliata nei pazienti con patologie a carico dei tessuti molli, ovvero per infiammazioni tendinee e muscolari. Si applica però anche in traumatologia nei casi di ritardo di consolidamento delle fratture.


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Raggi infrarossi

I raggi infrarossi sono radiazioni luminose non visibili, comprese nella banda di onde elettromagnetiche fra 760 A e 500.000 A. La proprietà biologica principale è l''effetto termico diretto sui tessuti superficiali, e viene abitualmente utilizzata con lo scopo di aumentare l’irrorazione sanguigna e incrementare il metabolismo tessutale. Gli effetti terapeutici sono rappresentati essenzialmente dal rilasciamento muscolare, dalla risoluzione di condizioni infiammatorie, (aumento del flusso ematico, stimolazione della produzione di leucociti ed anticorpi, eliminazione dei sottoprodotti metabolici), dalla riduzione del dolore e degli spasmi muscolari.
Le controindicazioni i sono rappresentate dalla presenza di stati neoplastici, stati infiammatori acuti, da soggetti con particolare fotosensibilità (che assumano antibiotici, sulfamidici e barbiturici) dalla presenza di emartri o idrarti.


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Tecarterapia®

La Tecarterapia (Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo), è una tecnica che stimola energia dall''interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antiinfiammatori. Un elettrodo è collegato a un generatore (con frequenza di 0,5 Mhz), mentre il secondo conduttore è rappresentato dal tessuto biologico. Nella zona sottoposta a terapia si otterrà un flusso di cariche con attivazione metabolica ed un effetto termico endogeno (cioè che nasce dall''interno). Il vantaggio della Tecarterapia rispetto ad altre terapie energetiche è rappresentato dal fatto che, poiché l''energia proviene dall''interno, è possibile interessare anche strati profondi, non trattabili con trasferimenti esterni di energia. Problematiche quali infiammazioni, lesioni muscolari di lieve entità, contratture, deficit circolatori o linfedemi possono essere trattate con notevoli benefici per il paziente, già a partire dalla prima seduta.
Controindicazioni: Non vi sono effetti collaterali (ciò consente di applicarla in tempi molto ravvicinati al trauma, ripetendola eventualmente più volte al giorno) e può essere associata senza problemi ad altre terapie, come la terapia manuale.


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Tens

La parola TENS deriva dalla sigla inglese “ Transcutaneous electrical nerve stimulator ”, ossia “ Elettrostimolazione nervosa transcutanea”, e viene attuata con una corrente  rettangolare a bassa frequenza.
E’ una terapia antidolorifica che si effettua mediante la stimolazione, con appositi elettrodi,  delle fibre sensoriali situate sotto la pelle. Gli impulsi nervosi così indotti raggiungono il midollo spinale bloccando il dolore al livello della zona stimolata.
Trova applicazione nelle sindromi dolorose acute o croniche post-operatorie, nel dolore post-traumatico osseo, articolare, muscolare o tendineo,  nei dolori da nevrite post-herpetica, lesioni radicolari, malattie reumatiche e/o dell’apparato osteo-artro-muscolare, tendiniti, fibromialgie, algodistrofie. Le controindicazioni  sono rappresentate dalla presenza di stati di alterata sensibilità cutanea, gravidanza, presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori, gravi aritmie cardiache.


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Ultrasuoni

L’Ultrasuonoterapia è l’applicazione a scopo terapeutico di onde meccaniche sonore di frequenza superiore a quella più elevata percepibile dall''orecchio umano (16-20000 Hertz). In terapia vengono utilizzate frequenze comprese tra 0,8 e 3 Mhz.
L’ultrasuonoterapia viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ottenere effetti termici, meccanici (indotti da vibrazione), analgesici, miorilassanti, vasodilatatori (capaci di aumentare l’irrorazione sanguigna), di micromassaggio delle fibre del tessuto connettivo. L’effetto benefico deriva da variazioni della temperatura, da effetti emodinamici e neuromuscolari i cui vantaggi sono rappresentati dalla risoluzione di condizioni infiammatorie, dalla riduzione della componente algica e degli spasmi muscolari (analgesia, rilassamento con riduzione della contrattura muscolare, aumento dell''estensibilità dei tessuti molli). Le indicazioni comprendono: algie di spalla (s. da impingement, periartrite scapolo omerale calcifica ecc..), lombalgia, tendiniti e tendinopatie (epicondiliti, achillodinie ecc..),  borsiti (ischiatica, gr. Trocantere, poplitea, prepatellare, retrocalcaneare), mialgie, artrosi, fibromialgie, algodistrofie, edemi post-traumatici, stati di contrattura muscolare antalgica, m. Di Dupuytren, sclerodermia, ritardi di cicatrizzazione. Le controindicazioni sono rappresentate dalla presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali (interazione dei rispettivi campi elettromagnetici), da possibile lesioni delle cartilagini di coniugazione in soggetti in accrescimento, patologie neoplastiche, gravidanza, grave osteoporosi, lesioni flogistiche acute,  emartri, stati di alterata sensibilità con turbe della percezione termica, mezzi di sintesi.


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