U.S.I.
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Angio-RM del poligono di Willis.

Il poligono di Willis è un vasto sistema di anastomosi arteriose situato alla base della scatola cranica, rappresentato dalla confluenza di tre arterie principali: l’arteria basilare, che è formata dalla confluenza delle arterie vertebrali destra e sinistra e le due arterie carotidi interne destra e sinistra.
 
Il poligono di Willis può essere condotto idealmente ad un eptagono, avente come lati: 
  • anteriormente le due arterie cerebrali anteriori (destra e sinistra), che si uniscono attraverso l’arteria comunicante anteriore,
  • posteriormente le due arterie cerebrali posteriori (destra e sinistra),
  • tra arteria cerebrale anteriore e posteriore di ogni lato c’è l’arteria comunicante posteriore.
L’angio-risonanza magnetica (angio-RM) del poligono di Willis è una tecnica facilmente eseguibile, che prevede tempi di acquisizione rapidi, elevata sensibilità e specificità ed innocuità per il paziente, non essendo in alcun modo legata alla presenza di radiazioni ionizzanti e non necessitando di impiego di mezzi di contrasto.
 
Le sequenze maggiormente utilizzate sono le ToF 3D con associate ricostruzioni del sistema vascolare secondo piani multipli.  
Tale sistema arterioso, responsabile dell’irrorazione cerebrale, può essere sede di molteplici patologie, soprattutto rappresentate da stenosi, aneurismi e malconformazioni vascolari che possono essere bene evidenziate dall’angio-RM.
 
Sebbene il sito più frequentemente colpito dalla patologia aterosclerotica stenosante sia la biforcazione carotidea e quindi extracerebrale, tuttavia circa il 10% degli stroke ischemici è dovuto ad alterazioni aterosclerotiche dei vasi intracranici.
La localizzazione intracranica più rilevante è il tratto distale dell’arteria basilare; alterazioni stenosanti possono però localizzarsi al sifone carotideo, nel tratto prossimale dell’arteria cerebrale media e dell’arteria cerebrale anteriore.
 
Nella pratica ambulatoriale tale metodica trova sempre più impiego soprattutto nella ricerca preventiva di eventuali aneurismi, di solito congeniti, che in caso di rottura possono determinare severi danni cerebrali per emorragia subaracnoidea sino anche all’exitus.
 
Dott. Tito Gazzella
Specialista in Radiologia
U.S.I. Prati - Via V. Orsini, 18