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Gambe gonfie? Ecco come intervenire.

L’arrivo della stagione calda riporta all’attenzione di tutti una problematica insidiosa che colpisce più frequentemente le donne: la comparsa degli edemi (gonfiore) degli arti inferiori. Per chi ne soffre è importante conoscere quali sono i meccanismi che ne determinano l’apparizione e le conseguenze patologiche a livello dei tessuti per poterle contrastare. Intervenire precocemente per impedire la loro comparsa aiuta a prevenire e/o rallentare l’evoluzione di patologie vascolari e la comparsa di lesioni cutanee. 
Nell’ambito wound care (dedicato alla cura e trattamento delle lesioni cutanee) la presenza dell’edema è quasi una costante e può determinare l’apparizione di lesioni cutanee che diventano spesso croniche dando  notevoli sofferenze al paziente.  A volte l’edema può essere la conseguenza di una lesione esistente, ma in entrambi i casi la sua presenza rallenta sempre il processo di guarigione, e influisce in modo negativo sull’emodinamica locale e aumenta la fragilità cutanea. Comprendere l’eziologia e conoscere la fisiopatologia ci aiuta a poterlo gestire adeguatamente con conseguenze positive sui tempi di guarigione. 
 
È più frequente a livello degli arti, specie agli arti inferiori (Foto 1- 3) può essere dovuto a:
 
  • alterazioni o patologie vascolari locali (insufficienza venosa e/o linfatica); 
  • dinamiche post-operatorie in seguito a linfoadenectomia, mastoplastica, mastectomia;
  • processi infiammatori seguenti ai grandi interventi; 
  • alla presenza di infiammazione e/o infezione dovute a lesioni cutanee; 
  • alcune terapie farmacologiche; 
  • a patologie sistemiche (renali, cardiovascolari); 
  • infestazione parassitaria  
  • gravidanza.  

edema arti inferiori


I pazienti che si rivolgono presso il nostro servizio spesso presentano edema perilesionale o del distretto dove è localizzata la lesione. La richiesta che gli accomuna è di alleviamento dei sintomi e di  miglioramento funzionale dell’arto in caso di edemi di entità rilevante.  Il sintomo principale è il dolore che sommato a  quello della lesione porta a notevoli disagi per il paziente. Quando l’edema è a livello degli arti inferiori si aggiunge la sensazione di "gambe stanche" o "gambe pesanti". Uno dei fattori che contribuiscono al peggioramento della sintomatologia e della condizione specifica ed è l’aumento della temperatura ambientale nei periodi estivi e pre-estivi.
 
Rispetto alla causa che lo determina, il linfedema può essere: 
 
  • primario (ereditario e idiopatico) legato ad una alterazione congenita linfangioadenodisplasica (sia dei linfatici che dei linfonodi), che si manifesta con un accumulo anomalo di linfa nel tessuto interstiziale, dapprima localizzato (International Society of Lypmphology,2009) e successivamente esteso. È una patologia vascolare cronica evolutiva  invalidante;
  • secondario la cui origine possa essere attribuita ad una causa nota estrinseca al sistema linfatico – interventi chirurgici, neoplasie, o trattamenti delle stesse, traumi, flebopatie, lipedemi.
 
La stadiazione delle fasi evolutive cliniche proposta dalle Linee Guida del Collegio Italiano di Flebologia (CIF) 2013 è la seguente: 

0 = assenza di edema in soggetti predisposti (es.mastectomizzata con arti coincidenti, consanguineo di soggetto con linfedema primario con positività dell’esame linfoscintigrafico);
1 =   edema sporadico, che regredisce spontaneamente con il riposo notturno o con la posizione declive;
2 = edema permanente che regredisce solo parzialmente con i trattamenti (con possibili complicanze infettive e distrofiche);
3 = edema permanente che non  regredisce con  trattamenti farmacologici;
4 =  elefantiasi con scomparsa delle salienze ossee e tendinee e possibili complicanze infettive (batteriche e/o micotiche), ulcerative, fino alle degenerative neoplastiche (Sarcoma di Steward Treves) (ISL, 2009; Foldi, 2009; Tondi, 2013; Michelini, 2006; Michelini, 2008).
 
È importante dunque, se possibile, prevenire l’edema e gestirlo in modo appropriato immediatamente dopo la sua comparsa senza attendere una spontanea regressione che non avviene nei casi complessi, nei pazienti in età avanzata o  in caso di patologie sistemiche non trattate . 
Oggi lo sviluppo di presidi e tecnologie innovative si aggiungono alle metodologie classiche e ci permettono di personalizzare la nostra scelta terapeutica in base alle esigenze individuali del paziente. 

Presso il nostro Servizio Wound Care, oltre al trattamento avanzato delle lesioni cutanee, la prevenzione e l’idonea gestione dell’edema /linfedema è una priorità. La collaborazione di varie figure specialistiche permettono un inquadramento diagnostico adeguato e l’impostazione di un valido protocollo terapeutico personalizzato.
Il trattamento è dedicato sia agli arti inferiori (in casi di insufficienza venosa, linfatica, elefantiasi, obesità e gravidanza), sia agli arti superiori (nell’edema infiammatorio, post-traumatico, post-flebitico, post-operatoria o conseguente a interventi di mastectomia e/o linfadenectomia per patologie oncologiche, in seguito alla rimozione di apparato gessato) insieme alla scelta dei presidi di prevenzione e mantenimento.  
 
Il Servizio Wound Care  è attivo presso le sedi: 
 
U.S.I. Prati  - Via V. Orsini, 18, Tel. 06/32868.206
U.S.I. Policlinico - Viale Regina Margherita, 279, Tel. 06/3286.846
 
Informazioni e appuntamenti anche via e-mail: info@usi.it
 
Coordinatore e responsabile: 
D.ssa Elena Toma - Inf. Wound Care Specialist, libero professionista.